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Teatro Massimo: “Anime in bilico” per la stagione 2025-2026

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Zemfira, Nedda, Gilda, Didone, Aida, Amneris, Semiramide: il fulcro della stagione 2025-2026 di opere, balletti e concerti del Teatro massimo è nelle figure femminili, ovvero “Anime in bilico, oltre i confini” un titolo e un filo invisibile – è stato spiegato oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione – che percorre tutta la stagione intessendo “una trama sotterranea che unisce opere e balletti, epoche e stili, tradizione e visione”. L’altro tema è quello dell’immagine della Sicilia che si vuole offrire agli spettatori, spesso internazionali, con titoli quali ‘Cavalleria rusticana’ e con l’attenzione ai grandi artisti siciliani. “La stagione 2025-26 del Teatro Massimo – ha detto il sindaco di Palermo e Presidente della Fondazione Roberto Lagalla – è un viaggio profondo nell’animo umano, tra sogni, inquietudini e trasformazioni. ‘Anime in bilico, oltre i confini’ è un titolo che racconta la complessità del nostro tempo, intrecciando bellezza, fragilità e verità. Il Teatro Massimo si conferma non solo luogo di cultura ed eccellenza artistica, ma spazio vivo di riflessione e dialogo con la società. Ringrazio il Sovrintendente Marco Betta e il Direttore artistico Alvise Casellati per aver costruito una stagione che dà voce alle emozioni e ai conflitti più autentici, in una visione inclusiva e coraggiosa. È una proposta che parla ai giovani, affronta con sensibilità temi cruciali come la condizione femminile e i diritti dei più fragili, e valorizza il talento di tutte le maestranze della Fondazione, a cui rivolgo il mio ringraziamento per l’impegno profuso. Palermo, grazie al suo Teatro, si proietta ancora una volta sul panorama culturale internazionale con forza e identità”. “Questa stagione – commenta il Sovrintendente Marco Betta – è pensata come una soglia da attraversare, un luogo liminale dove arte e vita si riflettono, dove i confini sfumano e il teatro diventa luogo di trasformazione. Il titolo, Anime in bilico, oltre i confini, non è solo un’immagine evocativa, ma la chiave di lettura di ogni titolo in programma: opere e balletti che interrogano il presente attraverso figure sospese, fragili, potenti. “Il Teatro Massimo – ricorda il Direttore esecutivo Ettore Artioli – è una grande macchina costantemente in moto. Un palcoscenico che deve sempre più essere sede di spettacoli, accelerando i tempi di smontaggio di ogni produzione, e montaggio dell’opera, balletto, concerto successivo. Abbiamo 90 professori d’orchestra, 70 artisti del coro, 26 tersicorei, 102 tecnici, uno staff di 30 persone dedite all’attività gestionale e amministrativa, tutti armoniosamente impegnati ad offrire ancora più opportunità di spettacolo al nostro pubblico, dei quali fanno parte non solo gli oltre 4.000 abbonati alle opere e balletti e i 500 abbonati ai concerti, cui si aggiungono ormai più del 30% di spettatori, turisti che sono attratti a Palermo anche dal nostro magnifico Teatro e dalla sua attività”. “La stagione 2025/26 è un invito a restare in ascolto dell’inquietudine, – aggiunge il direttore artistico Alvise Casellati – ad attraversare le zone grigie dell’esistenza, a immergerci in un teatro in cui la realtà si contamina con l’immaginazione e si rifrange in mille sfaccettature. Le anime in bilico che incontriamo non sono eroi tradizionali, ma figure fragili, contraddittorie, profondamente umane che si spingono nella loro evoluzione oltre i confini: più che risposte, troveremo domande. In quelle domande, il battito vivo del teatro”. (AGI)
FAB