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Svolta dei Testimoni di Geova sulle trasfusioni: globuli rossi, plasma e piastrine diventano una scelta personale

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Cambia una delle posizioni religiose più conosciute del movimento: ogni fedele potrà decidere secondo coscienza se accettare globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine provenienti da un donatore. Resta invece il divieto delle trasfusioni di sangue intero.
Una modifica significativa nelle indicazioni dei Testimoni di Geova sull’utilizzo del sangue nelle cure mediche.
Dal 18 settembre 2026 la decisione di ricevere globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine provenienti dal sangue di un’altra persona non è più oggetto di un divieto generale: viene considerata una questione di coscienza individuale.
Lo ha annunciato ufficialmente il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova. La nuova posizione è riportata anche nell’area di informazione medica dell’organizzazione.
Non significa quindi che tutti i Testimoni di Geova accetteranno automaticamente questi trattamenti. Significa che ciascun fedele potrà decidere personalmente, sulla base delle proprie convinzioni religiose e delle circostanze cliniche.
Resta vietata la trasfusione di sangue intero
Un punto fondamentale della dottrina non cambia.
I Testimoni di Geova continuano a rifiutare per motivi religiosi la trasfusione di sangue intero proveniente da un’altra persona.
L’organizzazione collega questa posizione all’interpretazione del comando biblico di «astenersi dal sangue», contenuto negli Atti degli Apostoli.
La novità riguarda dunque i quattro componenti principali del sangue, non il sangue intero.
Globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine
La distinzione è rilevante anche dal punto di vista medico.
I quattro componenti interessati dalla nuova indicazione sono:
globuli rossi, fondamentali per il trasporto dell’ossigeno;
globuli bianchi, coinvolti nelle difese immunitarie;
plasma, la componente liquida del sangue;
piastrine, essenziali nei processi di coagulazione.
Fino alla modifica di settembre, l’organizzazione distingueva più rigidamente questi componenti dalle frazioni più piccole derivate dal sangue.
Adesso il principio della decisione personale viene esteso anche ai quattro componenti principali.
Anche la donazione diventa una scelta personale
La modifica riguarda inoltre la donazione.
Secondo il comunicato ufficiale, ogni Testimone può decidere personalmente se donare sangue quando lo scopo chiaramente espresso è quello di ricavarne componenti o frazioni destinati all’utilizzo medico per altre persone.
Rimane invece incompatibile con la posizione religiosa dell’organizzazione la donazione destinata all’impiego come sangue intero.
La decisione spetta al singolo fedele
È forse questo l’aspetto più importante del cambiamento.
L’organizzazione non afferma che un Testimone debba accettare globuli rossi, plasma, piastrine o globuli bianchi.
Stabilisce invece che la decisione appartiene alla coscienza personale del paziente.
Questo significa che, davanti a un intervento chirurgico, a un’emorragia o a una situazione clinica nella quale venga proposto uno di questi emocomponenti, due fedeli potrebbero compiere scelte differenti senza che una delle due decisioni costituisca automaticamente una violazione della nuova indicazione religiosa.
La prima svolta era arrivata a marzo
Quella di settembre è in realtà la seconda importante modifica del 2026.
Il 20 marzo il Corpo Direttivo aveva già stabilito che ciascun fedele potesse decidere personalmente sull’utilizzo del proprio sangue nelle cure mediche e chirurgiche.
La modifica comprendeva anche la possibilità di consentire che il proprio sangue fosse prelevato, conservato e successivamente reinfuso.
L’AABB aveva documentato l’aggiornamento pochi giorni dopo, sottolineando come la precedente posizione generalmente non consentisse la conservazione preoperatoria del sangue del paziente per una successiva reinfusione.
Due cambiamenti in sei mesi
Il 2026 segna dunque un’evoluzione rilevante.
Marzo: diventa una decisione personale l’utilizzo del proprio sangue, compresa la possibilità di prelievo, conservazione e successiva reinfusione.
Settembre: diventa una decisione personale anche l’accettazione dei quattro principali componenti provenienti dal sangue di un’altra persona: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine.
Rimane invece ferma la posizione contraria alla trasfusione di sangue intero da donatore.
Una modifica con conseguenze concrete negli ospedali
Il cambiamento può avere conseguenze significative nel rapporto tra pazienti Testimoni di Geova e strutture sanitarie.
Per decenni la questione delle trasfusioni ha posto medici, pazienti e familiari davanti a situazioni cliniche ed etiche particolarmente complesse.
La nuova impostazione amplia lo spazio della scelta individuale.
Per i sanitari diventa quindi ancora più importante verificare direttamente con il singolo paziente quali emocomponenti e quali procedure egli accetti o rifiuti, evitando di presumere una decisione esclusivamente sulla base dell’appartenenza religiosa.
La posizione ufficiale dell’organizzazione sottolinea infatti che le decisioni sui quattro componenti principali sono ora affidate alla coscienza di ciascun Testimone.
Una svolta importante, ma non l’abbandono del principio religioso
Non si tratta quindi dell’eliminazione della tradizionale posizione dei Testimoni di Geova sul sangue.
Il principio religioso fondamentale rimane e continua a tradursi nel rifiuto del sangue intero.
Cambia però profondamente il modo in cui viene applicato a numerose terapie moderne.
Nel giro di sei mesi il Corpo Direttivo ha trasferito alla responsabilità individuale del fedele decisioni che riguardano sia l’utilizzo del proprio sangue sia i quattro principali componenti del sangue proveniente da altre persone.
Una distinzione destinata ad avere effetti non soltanto religiosi, ma anche medici, bioetici e giuridici.