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Svolta cripto negli Stati Uniti: la SEC apre alla raccolta di capitali senza piena registrazione

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Proposte due esenzioni fino a 5 e 75 milioni di dollari e un “porto sicuro” per alcuni token. Ma il nuovo quadro non è ancora operativo e resta aperto lo scontro con Wall Street e il Congresso
WASHINGTON – La Securities and Exchange Commission apre una nuova fase nella regolamentazione americana delle criptovalute. Il 18 agosto l’autorità di vigilanza ha presentato la proposta denominata Regulation Crypto Assets, un quadro normativo destinato a facilitare la raccolta di capitali da parte dei progetti basati su blockchain, senza imporre in ogni caso il percorso completo previsto per la registrazione dei titoli finanziari.
La proposta introduce due differenti esenzioni. La prima permetterebbe ai progetti in fase iniziale di raccogliere complessivamente fino a 5 milioni di dollari nell’arco di quattro anni. La seconda consentirebbe offerte fino a 75 milioni di dollari in ciascun periodo di dodici mesi.
Non si tratta, tuttavia, di una liberalizzazione senza condizioni. Gli emittenti sarebbero comunque obbligati a fornire agli investitori informazioni sulla natura del progetto, sull’utilizzo dei capitali, sui rischi e sulle caratteristiche dell’operazione. Per l’esenzione fino a 75 milioni sarebbero inoltre richiesti bilanci e comunicazioni periodiche. Proposta ufficiale della SEC⁠�
Le due strade per finanziare i progetti
La prima esenzione, definita startup exemption, è pensata per le iniziative ancora in fase di sviluppo. Consentirebbe la distribuzione di token collegati a determinati contratti di investimento durante un periodo massimo di quattro anni, entro il limite complessivo di 5 milioni di dollari.
L’obiettivo è permettere agli sviluppatori di finanziare la costruzione di reti e applicazioni digitali prima che il progetto abbia raggiunto una piena autonomia operativa.
La seconda, chiamata fundraising exemption, sarebbe destinata a operazioni di dimensioni maggiori. Il limite salirebbe a 75 milioni di dollari ogni dodici mesi, ma aumenterebbero anche gli obblighi di trasparenza, rendicontazione e tutela degli investitori.
In entrambi i casi l’esenzione riguarderebbe la registrazione prevista dalla sezione 5 del Securities Act del 1933. Ciò non significherebbe sottrarsi alle norme antifrode o alla responsabilità per dichiarazioni false e omissioni rilevanti.
Il “porto sicuro” per i token
Uno degli elementi più importanti della proposta è la creazione di una safe harbour, una zona di protezione normativa per determinati asset digitali.
Il principio è quello di distinguere il token dal contratto attraverso il quale è stato inizialmente offerto agli investitori. Un progetto potrebbe raccogliere denaro promettendo di sviluppare una rete: quella promessa può costituire un contratto d’investimento e ricadere sotto la vigilanza della SEC. Ma il token, una volta completata e sufficientemente operativa la rete, potrebbe non essere più considerato un titolo finanziario.
La protezione scatterebbe soltanto rispettando condizioni precise. La SEC vuole così offrire ai progetti un percorso per uscire progressivamente dalla disciplina dei titoli quando l’asset acquista una funzione autonoma e non dipende più in misura determinante dalle attività promesse dal gruppo promotore.
Si tratta di un cambio di impostazione rilevante rispetto agli anni nei quali l’autorità americana aveva cercato di disciplinare il settore soprattutto attraverso indagini, contestazioni e cause giudiziarie.
Dalla repressione alla regolamentazione
Sotto la presidenza di Paul Atkins, la SEC ha assunto una posizione decisamente più favorevole allo sviluppo dell’industria digitale. L’obiettivo dichiarato è sostituire l’incertezza normativa con percorsi di conformità più definiti.
La linea precedente, associata alla gestione di Gary Gensler, era stata duramente criticata dagli operatori del settore, secondo i quali non esistevano regole sufficientemente chiare per stabilire quando un token dovesse essere considerato un titolo.
La nuova proposta non afferma che tutte le criptovalute siano estranee alla normativa finanziaria. Cerca, piuttosto, di adattare le regole esistenti alle caratteristiche dei progetti decentralizzati, evitando che ogni emissione debba affrontare procedure costruite originariamente per azioni e obbligazioni tradizionali.
Il mistero della riunione cancellata
Il percorso che ha portato alla pubblicazione del documento è stato caratterizzato da tensioni politiche e istituzionali. La SEC aveva convocato per il 14 agosto una riunione pubblica destinata ad avviare formalmente il procedimento, ma l’incontro era stato improvvisamente cancellato.
L’autorità aveva motivato il rinvio con un “imprevisto problema di calendario”. Secondo indiscrezioni giornalistiche, dietro la sospensione avrebbero pesato anche le preoccupazioni della Casa Bianca sull’eventuale sovrapposizione tra l’iniziativa della SEC e i negoziati parlamentari sul Clarity Act. Non è però arrivata una conferma ufficiale di un intervento diretto dell’amministrazione Trump.
Il fatto che la proposta sia stata pubblicata quattro giorni dopo dimostra che il rinvio non rappresentava un abbandono del progetto.
Le resistenze di Wall Street
La nuova disciplina è osservata con preoccupazione anche da una parte della finanza tradizionale. Banche, borse e intermediari sostengono di dover rispettare obblighi molto rigorosi per la raccolta di capitali, la custodia degli strumenti finanziari e la tutela dei clienti.
Consentire alle imprese cripto di accedere a esenzioni troppo ampie potrebbe, secondo i critici, creare un sistema parallelo con regole meno severe e produrre uno svantaggio competitivo per gli operatori sottoposti alla normativa tradizionale.
La Securities Industry and Financial Markets Association, che rappresenta una parte importante di Wall Street, ha già contestato in passato l’utilizzo di esenzioni amministrative per introdurre modifiche strutturali nel mercato degli strumenti digitali. Secondo quanto riportato da Reuters, alcuni gruppi finanziari stanno valutando iniziative legali contro provvedimenti che considerano eccedenti i poteri attribuiti alla SEC.
Il punto centrale dello scontro è proprio l’autorità dell’agenzia: può la SEC modificare in modo così significativo l’applicazione delle leggi sui titoli, oppure è indispensabile un intervento del Congresso?
Il nodo del Clarity Act
La proposta amministrativa si inserisce nel difficile confronto sul Clarity Act, la legge con la quale il Congresso dovrebbe stabilire una divisione più chiara delle competenze tra SEC e Commodity Futures Trading Commission.
Il provvedimento dovrebbe definire quali asset digitali siano titoli soggetti alla SEC e quali, invece, debbano essere trattati come merci digitali sottoposte principalmente alla CFTC. I negoziati sono però rallentati dalle divisioni politiche e dal contrasto tra banche e imprese cripto.
Uno dei punti più controversi riguarda i rendimenti e i premi collegati alle stablecoin, che gli istituti di credito temono possano sottrarre depositi al sistema bancario.
L’attività delle agenzie può colmare temporaneamente il vuoto, ma non offre la stessa stabilità di una legge federale. Una futura amministrazione potrebbe infatti modificare o cancellare le regole introdotte dalla SEC. Reuters⁠�
Il 20 agosto tocca alla CFTC
Il confronto proseguirà il 20 agosto con la riunione inaugurale dell’Innovation Advisory Committee della CFTC. Il comitato discuterà la regolamentazione degli asset digitali, l’impiego crescente dell’intelligenza artificiale nei mercati e lo sviluppo delle piattaforme di previsione. Agenda ufficiale della CFTC⁠�
La contemporanea attività delle due autorità mostra la volontà dell’amministrazione americana di favorire l’innovazione finanziaria. Ma mette anche in evidenza il rischio di sovrapposizioni tra competenze differenti.
Una proposta, non una norma già in vigore
Il nuovo quadro della SEC non è ancora operativo. La proposta sarà sottoposta a una consultazione pubblica di 60 giorni dalla pubblicazione ufficiale. Imprese, associazioni, investitori e intermediari potranno presentare osservazioni e richieste di modifica.
Soltanto successivamente la Commissione potrà approvare una disciplina definitiva, probabilmente non prima del 2027. Fino ad allora continueranno ad applicarsi le norme attualmente vigenti.
La svolta rimane comunque significativa. Per la prima volta la SEC tenta di costruire un percorso organico che permetta ai progetti cripto di raccogliere capitali, svilupparsi e, rispettando condizioni precise, uscire dalla disciplina dei contratti d’investimento.
Resta da capire se questo compromesso riuscirà a conciliare innovazione e tutela del risparmio o se aprirà una nuova battaglia giudiziaria tra industria digitale, Wall Street e autorità federali.