Type to search

Spagna, Sánchez sconfitto sulla casa: il Parlamento boccia i decreti “Maricarmen”

Share

Il voto contrario di PP, Vox, Junts e UPN fa cadere le misure del governo. Stop alle nuove tutele contro gli sfratti e alle norme sui contratti di locazione. Junts decisiva per la bocciatura
MADRID – Duro colpo parlamentare per il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez. Il Congresso dei Deputati ha respinto i due decreti-legge varati dall’esecutivo per intervenire sulla crisi abitativa, uno dei problemi sociali e politici più rilevanti della Spagna.
Il primo provvedimento, il Real Decreto-ley 26/2026, ha ottenuto 172 voti favorevoli e 178 contrari. A sostenerlo sono stati PSOE, Sumar, ERC, Bildu, PNV, Podemos, BNG, Coalición Canaria e Compromís, mentre PP, Vox, Junts e UPN hanno formato il fronte contrario.
Anche il secondo decreto è stato bocciato: 166 voti a favore e 184 contrari. La presidente del Congresso, Francina Armengol, ha quindi preso atto della mancata convalida dei provvedimenti.
Le misure durate poco più di un giorno
Il Real Decreto-ley 26/2026 era stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale spagnola il 30 settembre ed era entrato in vigore il 1° ottobre. Dopo il voto parlamentare del 2 ottobre risulta già indicato dal BOE come “disposición derogada”, cioè disposizione abrogata.
Il pacchetto conteneva un insieme molto ampio di interventi: dalla sospensione degli sfratti per persone vulnerabili prive di un’alternativa abitativa alle modifiche della disciplina degli affitti, fino a misure fiscali e norme destinate a contrastare la pressione speculativa sul mercato immobiliare.
Il governo aveva presentato l’intervento come una risposta urgente alla difficoltà crescente di una parte della popolazione nell’accedere o restare in un’abitazione a prezzi sostenibili.
Il caso Maricarmen diventa simbolo della crisi
I due provvedimenti sono stati ribattezzati decreti “Maricarmen”, richiamando il caso di Mari Carmen Abascal, 87 anni, sfrattata dall’abitazione madrilena nella quale aveva vissuto per circa settant’anni.
La vicenda aveva provocato una forte mobilitazione sociale e politica, diventando uno dei simboli del dibattito spagnolo sul diritto alla casa. Lo stesso preambolo del Real Decreto-ley 26/2026 richiama esplicitamente il suo sfratto come uno degli episodi che hanno accelerato l’intervento governativo.
Junts decisiva
Politicamente, il passaggio più rilevante riguarda Junts, la formazione legata a Carles Puigdemont, il cui voto è risultato determinante per la sconfitta del governo.
Il partito catalano ha scelto di non sostenere entrambi i testi, unendosi nel voto contrario a PP, Vox e UPN. Junts ha chiesto al governo di elaborare un nuovo provvedimento, contestando l’impostazione dei decreti presentati dall’esecutivo.
La vicenda evidenzia ancora una volta la complessità della maggioranza parlamentare sulla quale Sánchez deve costruire di volta in volta il consenso necessario per approvare i propri provvedimenti.
La crisi abitativa resta aperta
Al di là dello scontro politico, la bocciatura riporta in primo piano il problema sostanziale: la Spagna continua a dover affrontare una grave questione abitativa, caratterizzata dall’aumento dei costi, dalla scarsità di abitazioni accessibili in numerose aree urbane e dalla crescente pressione sugli affittuari.
Il governo aveva definito nel decreto la situazione una vera e propria “emergenza abitativa”, sostenendo la necessità di rafforzare contemporaneamente la protezione sociale e l’offerta di alloggi a prezzi sostenibili.
Il voto del Congresso cancella i due decreti, ma non il problema che li aveva generati. Adesso il confronto si sposta sulla capacità del governo Sánchez di costruire una nuova maggioranza parlamentare attorno a un diverso pacchetto sulla casa.
La vicenda “Maricarmen”, nata da uno sfratto diventato simbolo nazionale, si trasforma così in un banco di prova politico per il governo spagnolo e per gli equilibri della legislatura.
Posso anche preparare una copertina giornalistica senza scritte, con il Parlamento spagnolo e il tema della crisi abitativa come elementi visivi centrali.