La sottosegretaria di Forza Italia reagisce all’immagine rilanciata sui social dal leader di Futuro Nazionale, nella quale il suo abbigliamento appare alterato artificialmente. Tajani: «Volgare e inaccettabile». Vannacci respinge la responsabilità della manipolazione: la foto proveniva da un blog calabrese
ROMA — Un’immagine modificata con l’intelligenza artificiale, una campagna elettorale già tesa e una polemica che in poche ore supera i confini della Calabria per diventare un caso politico nazionale.
Al centro c’è Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, ritratta in un’immagine rilanciata sui social da Roberto Vannacci con un abbigliamento diverso rispetto alla fotografia originale: la maglietta bianca indossata sotto la giacca scompare e viene sostituita da una profonda scollatura.
Siracusano ha reagito duramente e ha annunciato di essersi già confrontata con i propri avvocati in vista di un’azione legale.
Il caso esplode proprio alla vigilia delle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre nel collegio di Reggio Calabria, dove Futuro Nazionale affronta il suo primo appuntamento elettorale con Domenico Giannetta, mentre il centrodestra sostiene Fabio Roscioli.
L’immagine mostra Siracusano seduta a un tavolo insieme a Fabio Roscioli, candidato sostenuto dal centrodestra, e al senatore di Forza Italia Claudio Lotito.
Nello scatto originale Siracusano indossa sotto la giacca una maglietta bianca. Nell’immagine artificiale rilanciata da Vannacci quell’elemento dell’abbigliamento non compare più e il décolleté risulta modificato.
La ricostruzione successiva ha però aggiunto un elemento rilevante.
Il blog calabrese che aveva pubblicato precedentemente l’immagine ha dichiarato che si trattava esplicitamente di una composizione realizzata con intelligenza artificiale e che la scena non era mai stata presentata come una fotografia reale. Secondo la ricostruzione del blog, l’immagine era online dal 24 settembre e sarebbe stata successivamente ripresa da Vannacci.
Questo elemento distingue quindi due questioni: la creazione dell’immagine e la sua successiva diffusione attraverso il profilo politico di Vannacci.
La reazione della sottosegretaria è stata durissima.
Siracusano ha definito l’episodio un attacco che ritiene particolarmente grave perché realizzato attraverso la manipolazione artificiale della sua immagine e ha annunciato di aver già interessato i propri legali.
Per l’esponente di Forza Italia, la questione supera inoltre il piano personale.
Il problema, secondo Siracusano, riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per alterare l’immagine di una persona e trasformarla in materiale di propaganda politica.
Un tema destinato ad andare ben oltre questa singola polemica.
La reazione di Forza Italia è stata immediata.
Il segretario nazionale del partito e vicepremier Antonio Tajani ha definito l’attacco «volgare e inaccettabile», sostenendo che alterare una fotografia per ridicolizzare un avversario politico sia incompatibile con il rispetto che dovrebbe caratterizzare il confronto pubblico.
Critiche sono arrivate anche da altri esponenti del centrodestra.
La presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi ha sottolineato come la manipolazione dell’immagine non riguardi idee o programmi politici ma la costruzione di una rappresentazione falsa della persona.
Solidarietà a Siracusano è arrivata anche da esponenti di Fratelli d’Italia e Noi Moderati.
Vannacci ha contestato l’attribuzione a lui della realizzazione dell’immagine.
Il leader di Futuro Nazionale ha invitato chi lo accusava di aver modificato personalmente la fotografia a «cercare meglio» e a rivolgere eventualmente le contestazioni a chi aveva prodotto il contenuto.
La sua posizione è dunque che non sia stato lui a creare l’immagine, ma ad aver rilanciato materiale già pubblicato altrove.
Resta il fatto documentato che l’immagine è stata pubblicata sul suo profilo nell’ambito della campagna per le suppletive reggine.
La vicenda ha aperto anche un secondo fronte.
Siracusano ha ribadito le proprie forti perplessità sull’ipotesi di una futura alleanza politica tra il centrodestra e Futuro Nazionale, sottolineando la distanza che, a suo giudizio, separa le posizioni di Vannacci dalla cultura politica di Forza Italia.
È una valutazione politica della sottosegretaria che assume particolare rilievo proprio mentre, a Reggio Calabria, le due formazioni competono direttamente.
Da una parte il centrodestra sostiene Roscioli.
Dall’altra Futuro Nazionale presenta Giannetta, proveniente proprio da Forza Italia.
Il caso Siracusano arriva quindi nel momento di maggiore tensione tra due aree che si contendono anche una parte dello stesso elettorato.
Al di là dello scontro tra Vannacci e Forza Italia, l’episodio apre una questione destinata a diventare sempre più importante nelle campagne elettorali: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per modificare immagini di candidati, rappresentanti istituzionali e avversari politici.
La tecnologia consente ormai di produrre in pochi secondi fotografie, registrazioni audio e filmati estremamente realistici.
La differenza tra satira dichiarata, elaborazione grafica, manipolazione ingannevole e deepfake può diventare sempre più difficile da riconoscere per il cittadino.
E quando questi strumenti entrano nella propaganda elettorale, la questione non riguarda soltanto il diritto all’immagine della persona coinvolta.
Riguarda direttamente la qualità dell’informazione sulla quale l’elettore costruisce il proprio giudizio.
La vicenda Siracusano dimostra quindi quanto rapidamente possa cambiare il terreno della comunicazione politica.
Un tempo erano manifesti, volantini e comizi.
Poi sono arrivati televisioni e social network.
Adesso entra definitivamente in scena l’intelligenza artificiale.
La tecnologia può essere utilizzata per spiegare programmi e rendere più accessibili informazioni complesse. Ma può anche creare immagini di fatti mai avvenuti o modificare artificialmente persone reali.
Per questo il punto centrale, oltre alle responsabilità che eventualmente saranno valutate nelle sedi competenti, riguarda una regola elementare del confronto democratico:
un elettore deve poter distinguere ciò che è realmente accaduto da ciò che un algoritmo ha costruito.
Ed è probabilmente questa la questione più importante lasciata dal caso esploso alla vigilia delle suppletive calabresi.
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