Type to search

Sinistra: allarme Spagna-Cile-Brasile, “democrazia minacciata”

Share

Il Presidente del Cile, Gabriel Boric, ha riunito a Santiago i capi di Stato e di Governo progressisti di Spagna, Brasile, Colombia e Uruguay, sottolineando che “la democrazia è minacciata e questa minaccia non si riduce solo alla forza militare”.
“Oggi, in molte parti del mondo, la democrazia è minacciata e questa minaccia non si riduce solo alla forza militare, come accadde in America Latina durante la seconda metà del XX secolo, ma ci sono elementi più sottili che attentano contro di essa”, ha dichiarato Boric all’inizio dell’incontro battezzato ‘Democrazia Sempre’.
Tra questi elementi, il Presidente cileno ha evidenziato “la disinformazione, l’estremismo di qualsiasi segno, l’avanzata dell’odio, la corruzione, la concentrazione del potere e una disuguaglianza che mina la fiducia nel pubblico e nello stato di diritto”.
Boric, ha ricevuto oggi al palazzo de La Moneda i capi di stato o di governo della Spagna, Pedro Sánchez; del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva; della Colombia, Gustavo Petro; e dell’Uruguay, Yamandú Orsi, per discutere sugli autoritarismi.
Le proposte risultanti dal vertice saranno presentate nel quadro della 80a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, prevista per settembre, a New York, Stati Uniti.
“Alcuni, di diversi segni politici, presentano l’estremismo e l’autoritarismo come una soluzione efficace, come se bastasse solo la mano dura o il silenzio delle voci, vietare il dissenso, ridicolizzare l’avversario come un modo per risolvere i problemi di fondo”, ha avvertito Boric.
Questa strada, ha aggiunto, “assicura solo retrocessioni, marginalizza le maggioranze, impone la legge del più forte, minaccia i più vulnerabili e sacrifica la tranquillità per l’incertezza”. I cinque capi di Stato e di Governo progressisti di Spagna, Cile, Brasile, Colombia e Uruguay, hanno pubblicato ieri un manifesto sul giornale cileno ‘El Mercurio’ in cui sottolineano la necessità di “condannare le derive autoritarie” e di difendere la democrazia come “compito urgente del nostro tempo”.
“L’erosione delle istituzioni, il progresso dei discorsi autoritari spinti da diversi settori politici e la crescente disaffezione cittadina sono sintomi di un profondo malessere in ampi settori della cittadinanza”, indicano i suddetti leader in una diagnosi condivisa 24 ore prima del vertice che li ha riuniti a Santiago del Cile.
A questi sintomi, insiste il manifesto, si aggiungono “le persistenti ineguaglianze, il regresso dei diritti fondamentali, la diffusione di disinformazione e discorsi d’odio sulle piattaforme digitali, e l’espansione delle reti criminali che sfidano la legittimità dello Stato”.
“Di fronte a questo scenario, non c’è spazio né per l’immobilismo né per la paura. Difendiamo la speranza. In un mondo sempre più polarizzato, come leader progressisti abbiamo il dovere di agire con convinzione e responsabilità nei confronti di coloro che vogliono indebolire la democrazia e le sue istituzioni”, affermano.
In linea con questo argomento, i cinque leader sottolineano che il principio che li convoca alla cosiddetta riunione ad alto livello “Democrazia sempre” è quello di “risolvere i problemi della democrazia con più democrazia”, rafforzando la necessità che “torni a essere significativo” per coloro “sentono le loro promesse non mantenute”.
“È con più democrazia che creeremo più opportunità per le generazioni future, e come meglio ci adatteremo alle sfide globali poste dall’intelligenza artificiale o dal cambiamento climatico”, puntualizzano.(AGI)
MAL