L’iniziativa globale chiamata microbial Noah’s Ark, o l’Arca di Noè microbica, un progetto mirato alla preservazione del microbioma, è in una fase di crescita attiva. A descriverne i progressi sulla rivista Nature Communications gli scienziati della Microbiota Vault Initiative. Il gruppo di ricerca, formato da 25 esperti, ha anche definito un quadro etico per garantire un’equa collaborazione e la sovranità dei depositanti.
L’insieme di principi definiti, spiegano gli scienziati, è stato concepito per guidare l’iniziativa nella sua missione di salvaguardare la diversità microbica per le generazioni future. I ricercatori hanno fondato l’iniziativa nel 2018, si sono ispirati al Seed Vault, un deposito di semi situato nel Circolo Polare Artico alle isole Svalbard, in Norvegia. “La Microbiota Vault Initiative – afferma Maria Gloria Dominguez-Bello, della Rutgers University – rappresenta uno sforzo proattivo per proteggere e preservare la vita microbica essenziale per la salute del nostro pianeta e dei suoi abitanti. I microbi, i minuscoli organismi viventi come batteri, virus e funghi, sono presenti ovunque, e possono svolgere ruoli centrali in alcuni ambienti, ad esempio all’interno del nostro corpo, favorendo la digestione, rafforzando il sistema immunitario e proteggendoci dagli invasori”. I microbi del suolo aiutano le piante a crescere riciclando i nutrienti, mentre i microbiomi ambientali, come quelli del permafrost artico, svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del clima, controllando le emissioni di gas serra. In tutto il pianeta, le attività antropiche minacciano la sopravvivenza dei microbi. “Stiamo impoverendo il microbioma – sottolinea Martin Blaser, altra firma del paper – l’uso massivo di antibiotici e pesticidi puo’ distruggere i microbi del suolo e le comunità di microrganismi all’interno del nostro corpo. I microbiomi ambientali sono influenzati dall’inquinamento, dai cambiamenti climatici e dalla distruzione dell’habitat, che possono portare alla perdita di microbi che regolano le emissioni di gas serra e mantengono la stabilità dell’ecosistema”.
Durante la fase pilota, gli scienziati hanno raccolto oltre 2.000 campioni fecali e di alimenti fermentati da diverse parti del mondo, conservati in condizioni criogeniche presso l’Istituto di Microbiologia Medica dell’Università di Zurigo. Nella fase di crescita, che si estenderà fino al 2029, la collezione raggiungerà i 10mila pezzi. Il quadro etico dell’iniziativa delineato nel documento è concepito per garantire che la conservazione della diversità microbica sia condotta in modo equo, rispettoso e inclusivo.
“La Microbiota Vault Initiative – concludono gli autori – è un progetto a lungo termine: la salvaguardia di questi microbi potrebbe impedire un disastro importante tra qualche secolo. Non esistono ancora tecnologie abilitanti che consentano di sfruttare appieno la raccolta, ma speriamo in un futuro in cui questi campioni possano essere impiegati per sviluppare trattamenti medici, migliorare le pratiche agricole e ripristinare gli ecosistemi danneggiati”. (AGI)
SCI/BAS