Type to search

Sanità: Todde, con legge riordino pronti a voltare pagina

Share

“Da oggi la sanità sarda è pronta a voltare pagina. Con il provvedimento varato mettiamo un punto fermo, restituendo certezze ai cittadini, rafforzando gli ambiti di cura e di assistenza, ricucendo il rapporto fra ospedali e territorio, individuando le vocazioni naturali dei presidi e distribuendo risorse e competenze in modo efficiente ed efficace”. Così la presidente della Regione, Alessandra Todde, commentando il via libera avvenuto nel corso della notte appena trascorsa da parte del consiglio del disegno di legge 40. Un provvedimento che punta a una riorganizzazione del sistema sanitario.
Todde ha ringraziato “la maggioranza in Consiglio regionale, per aver dato prova di coesione e aver creduto in una legge necessaria per far ripartire l’assistenza sanitaria che i sardi meritano e giustamente reclamano”. La governatrice della Sardegna ha evidenziato che con l’approvazione del provvedimento è stato “mantenuto un impegno preso in campagna elettorale: nessuna nuova riforma, che avrebbe rischiato di portare in stallo definitivo un sistema sanitario già fortemente in difficoltà, ma interventi mirati e puntuali sulla legge vigente, che presentava forti criticità organizzativo-gestionali e di governance che hanno portato alle disfunzioni che tutti i sardi conoscono e patiscono e a cui a partire da oggi possiamo porre rimedio”.
L’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi, che ha partecipato alla seduta, ha puntualizzato che con il testo si introducono “anche delle novità fondamentali come la definizione delle mission ospedaliere in sinergia coi territori, l’istituzione di tre centri di riferimento regionale per la prevenzione, la riabilitazione e salute mentale, l’istituzione dell’Ospedale dei bambini a Cagliari e il contestuale avvio di un percorso per il riconoscimento di un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in Sardegna”. Per l’assessore della Sanità “questa legge ripara le disfunzioni che hanno portato allo stallo progressivo della sanità nella scorsa legislatura, frutto della mancata chiarezza nell’applicazione delle norme che avrebbero dovuto garantire invece un coordinamento sinergico fra le Asl e nei confronti del territorio”. (AGI)