“Unirima accoglie con favore le modifiche proposte nello schema di decreto legislativo sui tributi locali, concepite per raccordare le normative vigenti ed evitare confusione interpretativa e contenziosi giuridici. Particolarmente positiva, in ottemperanza a quanto introdotto dal Dlsg 116/2020 nella parte IV del Testo unico ambientale, l’eliminazione nella Legge 147/2013 del riferimento ai rifiuti ‘assimilati’, così come l’inserimento nel testo dell’opportunità per le utenze non domestiche di non avvalersi del servizio pubblico e ottenere un abbattimento totale o parziale della parte variabile della TARI, per i rifiuti avviati a recupero o riciclo tramite imprese private”. Lo dichiara Francesco Sicilia, direttore generale dell’Unione Nazionale Imprese Raccolta, Recupero, Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali (Unirima), intervenendo in audizione presso la Commissione Finanze del Senato.
“Sono passi nella giusta direzione – prosegue Sicilia – ma restano alcune criticità da correggere. Il vincolo minimo di due anni per scegliere tra servizio pubblico o mercato rappresenta un’irragionevole rigidità: penalizza le imprese, limita la libertà contrattuale e va in contrasto con le indicazioni dell’Autorità Antitrust”.
“Il settore italiano della carta da macero – conclude Sicilia – con una produzione annua di circa 7 milioni di tonnellate, è da sempre un’eccellenza della green economy, ma oggi è sotto pressione: norme complesse, concorrenza squilibrata e tentativi di restringere i mercati internazionali mettono a rischio competitività e investimenti. Per accompagnare davvero la transizione ecologica servono regole chiare e maggiore stabilità”. (AGI)
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