Rassegna bancaria del 20 agosto 2026: Mps sfida Intesa e riapre il grande risiko italiano
La giornata bancaria è dominata dalla contromossa del Monte dei Paschi di Siena all’offerta di Intesa Sanpaolo. Sullo sfondo avanzano l’operazione UniCredit-Commerzbank, il confronto politico sulla tassazione degli istituti e le preoccupazioni per un credito ancora costoso.
Mps approva la doppia offensiva
Il consiglio di amministrazione di Mps ha approvato il progetto dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio: promuovere due offerte di scambio separate su Banco Bpm e Banca Generali.
L’obiettivo è costruire un gruppo dal valore complessivo vicino ai 70 miliardi di euro, sufficientemente grande da rappresentare il terzo polo bancario italiano e da contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo sul Monte, valutata circa 30,6 miliardi. Le operazioni dovranno comunque superare diversi ostacoli, a partire dall’approvazione degli azionisti di Mps. Sky TG24�
Il progetto prevede anche una distribuzione straordinaria agli azionisti di Mps. Lovaglio punta così a rendere più conveniente il mantenimento dell’autonomia della banca senese rispetto all’adesione all’offerta di Intesa.
I soci decisivi nella partita
Il successo della doppia operazione dipenderà dal comportamento di alcuni azionisti determinanti:
Crédit Agricole, primo socio di Banco Bpm;
Generali, azionista di controllo di Banca Generali;
Delfin e il gruppo Caltagirone, presenti nel capitale di Mps e legati agli equilibri di Generali;
il ministero dell’Economia, che conserva un interesse politico sul futuro dell’istituto senese.
La struttura dell’operazione appare estremamente complessa. Mps dovrebbe convincere contemporaneamente due società differenti ad accettare un progetto industriale comune, mentre è essa stessa oggetto di un’offerta ostile.
Intesa non arretra
Intesa Sanpaolo continua a difendere la propria offerta. Il gruppo guidato da Carlo Messina considera l’aggregazione con Mps un’occasione per rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato nazionale.
Il punto più controverso riguarda il futuro dell’istituto senese. Secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime settimane, il progetto di Intesa comporterebbe la cessione di una parte degli sportelli, del marchio e delle attività territoriali. Mps contesta questa impostazione, sostenendo che lo smembramento distruggerebbe valore.
Anche Giorgia Meloni ha auspicato che Mps non venga diviso, ricordandone l’identità e il legame con il territorio. Il governo punta alla presenza di un terzo grande operatore capace di competere con Intesa e UniCredit. Reuters�
Banco Bpm e Banca Generali salgono in Borsa
Il mercato ha reagito premiando soprattutto i due potenziali obiettivi. Nella seduta del 20 agosto Banco Bpm ha guadagnato circa l’1,6%, mentre Banca Generali è avanzata dell’1,4%. Più debole Mps, penalizzata dai dubbi sulla sostenibilità finanziaria e sulla realizzabilità dell’intero progetto.
Sotto pressione anche Unipol, coinvolta negli equilibri dell’operazione Intesa-Mps. Soldionline�
UniCredit-Commerzbank, la BCE verso il via libera
L’altro grande fronte del risiko riguarda UniCredit e Commerzbank. Dopo avere raggiunto una partecipazione vicina al controllo effettivo dell’istituto tedesco, il gruppo guidato da Andrea Orcel attende le decisioni delle autorità europee.
Secondo indiscrezioni, la Banca centrale europea sarebbe orientata a concedere il proprio assenso, accompagnandolo con controlli e condizioni più stringenti. L’operazione rimane politicamente delicata per l’opposizione manifestata dal governo tedesco, ancora presente nel capitale di Commerzbank. Reuters�
Tassi BCE e costo del credito
Il tasso sui depositi della BCE è attualmente al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e il tasso marginale al 2,65%. L’inflazione italiana ed europea risulta al 2,9%, mentre nel secondo trimestre l’economia italiana è cresciuta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Banca d’Italia�
Per famiglie e imprese questo significa che il costo del denaro rimane elevato. Le banche continuano inoltre a valutare con maggiore prudenza le richieste di finanziamento, soprattutto quelle provenienti dalle piccole imprese, dai settori più esposti alle tensioni internazionali e dai soggetti con minori garanzie.
Torna la proposta di una tassa sulle banche
La Lega ha annunciato l’intenzione di proporre, nella manovra per il 2027, un contributo triennale a carico dei dieci maggiori istituti italiani. Matteo Salvini ha parlato di un prelievo annuale del 5%, destinato a sostenere i conti pubblici e alcune misure sociali. Reuters�
La proposta incontrerà probabilmente l’opposizione del settore bancario e dovrà essere definita con attenzione. Un’imposta poco equilibrata potrebbe essere trasferita indirettamente sui clienti attraverso maggiori commissioni, minori interessi sui depositi o condizioni più restrittive sui prestiti.
Il punto della giornata
Il risiko bancario non riguarda soltanto azionisti e mercati. Dalla sua conclusione dipenderanno la concorrenza, la presenza degli sportelli nei territori, le condizioni del credito e la tutela del risparmio.
La nascita di gruppi più solidi può aumentare l’efficienza, ma un’eccessiva concentrazione rischia di ridurre le alternative per famiglie e imprese. La vera domanda non è soltanto chi vincerà tra Mps e Intesa, ma quale sistema bancario resterà ai contribuenti e ai clienti dopo la grande stagione delle fusioni.