“Non mi sono mai occupato di affidamenti o di appalti, non è una cosa che per legge spetta al sindaco, ma alla struttura amministrativa e dirigenziale. In dieci anni da sindaco ho deciso 500 milioni di investimenti pubblici e organizzato tantissimi eventi, mai una volta mi sono interessato di chi avrebbe realizzato i lavori”. Così Matteo Ricci a Repubblica, in merito all’avviso di garanzia ricevuto per la vicenda ‘Affidopoli’ a Pesaro.
Le riserve del Movimento 5 stelle? “Io – risponde – ho spiegato tutto, quel che sto dicendo a voi l’ho detto prima a Conte. Voglio però aggiungere una cosa. La mia passione politica è iniziata nel 1984, avevo 9 anni, come ogni estate andavo alla festa dell’Unità con mio nonno, ex minatore in Belgio. E quell’anno la festa era tappezzata dai manifesti di Enrico Berlinguer, che era morto da poco. Chiesi chi fosse e lui mi rispose: era una persona onesta e perbene, stava sempre dalla parte dei più deboli. Io sono figlio di quella storia, l’onestà e la trasparenza sono i miei valori, esattamente come lo sono dei Cinque stelle”. (AGI)
RED/GIL