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Perché tanto rumore per i rapporti tra ‘Valter carissimo’ (Lavitola), Paolo Mieli e Stefano Cappellini? Volevano Sigfrido Ranucci (Report) al posto di Giuseppe Conte e Elly Schlein. È sbagliato? Ma dai!

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Di Giulio Ambrosetti, dal suo blog ‘The Hour Sicilia’

Un fritto misto val bene Palazzo Chigi. E bisogna ammettere che solo DAGOSPIA di Roberto D’Agostino ha raccontato per filo e per segno questa storia. Con un articolo, che noi riprendiamo, che è godibilissimo

Però è meraviglioso vedere i protagonisti della Lavitola-Ranucci story che procedono come se non fosse accaduto nulla. Eppure c’è di mezzo una bomba. E anche un sondaggio che, forse, è peggio della stessa bomba. Stamattina il Corriere della sera dà ampio risalto al suo ex direttore, Paolo Mieli, che in realtà è diventato famoso da quando la mattina, da Lunedì a Venerdì, dalle 8 e 15 (certe volte anche qualche minuto prima) alle 8 e 30 (certe volte sfora fino alle 8 e 33 e magari oltre), pontifica su Radio 24, la Radio de Il Sole 24 Ore, commentando i fatti del giorno dall’universo mondo all’Italia. Perché Mieli rilascia un’intervista al giornale che ha diretto? Forse per via di un articolo pubblicato da DAGOSPIA di Roberto D’Agostino, indiscusso principe del gossip politico. Confessiamo che anche noi leggiamo DAGOSPIA. E aggiungiamo che, nel leggere l’articolo che si occupa del ‘caso’ politico di quest’Estate rovente (in tutti i sensi), ovvero le avventure di Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci, non siamo rimasti colpiti più di tanto. Il primo – Lavitola – è una vecchia conoscenza di faccende politiche tormentate (non a caso i media lo definiscono “faccendiere”); il secondo – Sigfrido Ranucci – è il conduttore di Report, una trasmissione televisiva che certe volte ricorda un po’ i toni accesi di Girolamo Savonarola per la durezza di certi servizi.

Il fine non era cattivo. Il metodo, magari, un po’ sopra il rigo… Intanto spunta la solita storia del ‘terzo livello’: che in Italia è la ricetta per ingarbugliare tutto e non fare capire più niente

Detto questo, a mio modesto modo di vedere cercare un candidato premier per il centrosinistra è cosa buona e giusta, perché Giuseppe Conte e Elly Schlein vanno bene solo per perdere. Il primo, tra pandemia, Superbonus, banchi con le rotelle e sconfitte a ripetizione in tutte le elezioni unn’avi unni iri, per dirla alla siciliana. La seconda non ha il gradimento di tutto il suo partito, figuriamoci degl’italiani! Insomma, non vedo nulla di italianamente strano in questa storia. Tra l’altro, le rare volte in cui, accendendo la televisione, finisco su un dibattito politico, vedo giornalisti schierati con il centrodestra e giornalisti schierati con il centrosinistra. Non è una cosa che, da giornalista, mi piace molto, ma è un fatto oggettivo. ‘Scandalizzarsi’ per questa storia è un po’ da farisei: che sono quelli bravi a vedere le pagliuzze negli occhi degli altri e non vedono la trave che sta nel proprio occhio… E poi in queste ore è venuta fuori la tesi di un mandante. Insomma, il solito ‘terzo livello’. È un film già visto: in Italia appena si mette in mezzo il ‘terzo livello’ si ingarbuglia tutto, non si capisce più nulla e, soprattutto, non si trova più niente. Il passo successivo si configura con tarallucci e vino…

Certo, Lavitola ne esce un po’ strapazzato. Vabbé, ci sta

Detto questo, l’articolo di DAGOSPIA è veramente bello e spassoso. Anche perché Roberto D’Agostino è bravissimo. Leggiamo insieme alcuni passi: “SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL ‘CORRIERE’, PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI ‘REPUBBLICA’, STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ‘CONSIGLIERI-ADVISOR’ DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? – SEMPLICE SMANIA DA ‘KINGMAKER’? SOLITA ROMANELLA DEL ‘CI CONOSCIAMO TUTTI?’ – SULL’EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI ‘EROI’ NON POSSONO CADERE DAL PERO – DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR – A UN CERTO PUNTO, IL ‘VALTER CARISSIMO’ (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DÀ ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO – (CHISSÀ A ‘REPUBBLICA’ COME AVRANNO PRESO IL ‘GIRO DI VALTER’ DEL DIRETTORE CAPPELLINI..)”.

Nel “sondaggio ai frutti di mare” le vongole ci vanno?

Insomma, da quello che si legge su DAGOSPIA, due personaggi assai autorevoli del Corriere della Sera e di Repubblica si intrattenevano con Lavitola. Che preparava un sondaggio per misurare la possibilità di Sigfrido Ranucci di diventare il candidato premier del centrosinistra alle elezioni politiche previste il prossimo anno, probabilmente a Giugno. Leggiamo sempre l’articolo di DAGOSPIA: “Sul caso Ranucci, di responsabilità penali non sappiamo e non possiamo dire. Ma il modo con cui vengono trattati affari pubblici delicatissimi squaderna uno spaccato della società mortificante. Questo sondaggio ai frutti di mare messo in piedi nel ristorante di pesce di un millantatore e pregiudicato ed usato per l’abbordaggio al potere, è l’emblema della stato di follia del nostro tempo”. E ancora: “C’è infatti una questione, che per ovvi motivi è stata poco affrontata dai giornaloni: perché il due volte direttore del Corriere della sera, Paolo Mieli, e il vicedirettore, oggi direttore ad interim di Repubblica, Stefano Cappellini si sono messi a fare, come dopolavoro, gli ‘advisor’ per un sondaggio di un ex galeotto come Lavitola?”.

Le due divertentissime domande di DAGOSPIA

L’articolo cita l’ordinanza di arresto di Lavitola. E il “fitto scambio di chat”. Quindi due domande divertentissime. Prima domanda: “Perché il ‘santone’ Paolino (il riferimento è a Paolo Mieli ndr), che si attovaglia al ‘Cefalù Bistrot‘ (il ristorante di pesca di Lavitola a Roma ndr), arriva al punto di chattare intensamente con l’ex faccendiere, chiamandolo ‘Valter carissimo’?”. Seconda domanda: “E come mai Lavitola si può permettere di incalzare Stefano Cappellini, reo di ritardare la revisione e consegna della bozza del sondaggio per lanciare Sigfrido Ranucci come candidato del ‘Campo largo’?”. Insomma, è il caso di dirlo visto che campeggia sullo sfondo un ristorante, un ‘fritto misto’ politico-giornalistico (per la cronaca, Lavitola è ex direttore di AVANTI!, il giornale socialista). Viene da pensare al romanzo Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia di Leonardo Sciascia, anno 1977, dove, non senza ironia, si descrive il confluire del comunismo nel cattolicesimo e viceversa: PCI e Chiesa cattolica che cominciano a compenetrarsi tra bramosia di potere e compromesso. Ma non per questo comunisti e cattolici inciucioni sono stati crocifissi! I primi sono finiti nel PD, i secondi pure…

Tranquillizziamo tutti: ognuno resterà al proprio posto

Leggiamo ancora su DAGOSPIA: “Nell’ordinanza con cui il Gip di Roma ha disposto il carcere per Lavitola, cercando la parola chiave ‘Cappellini’, escono 23 risultati. La ‘keyword’ Mieli, invece, 9 volte”. Amara la considerazione: “Quello che fa specie – scrive sempre il giornale di Roberto D’Agostino – è che il gotha del giornalismo italiano fosse portato per mano da un tipino già condannato a 3 anni e 8 mesi per appropriazione indebita, e a 2 anni e 8 mesi per la tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi”. Beh, forse questo è il punto, come dire?, meno nobile di questa vicenda. Perché, obiettivamente, il ‘Valter carissimo’ un po’ discolo lo è sempre stato. E adesso ha anche confessato uno spirito un po’ bombarolo. L’articolo è ben centrato e noi non lo riportiamo tutto per questioni di spazio. Ma invitiamo i nostri lettori a leggerlo, perché ne vale veramente la pena (QUI PER ESTESO L’ARTICOLO DI DAGOSPIA). Ci aiuta a capire questa strana storia e, soprattutto, aiuta a capire la politica italiana di oggi e i rapporti tra la stessa politica con un certo giornalismo e, segnatamente, con due autorevoli esponenti del Corriere della sera e di Repubblica. Ribadiamo: non condividiamo questo ‘fritto misto’ ma non ci scandalizziamo più di tanto. È solo un fuoco estivo. Non crediamo che succederà nulla. Ognuno resterà al proprio posto. Anche il prode Sigfrido è pronto a riprendere la guida di Report, che a quanto pare non è incompatibile con la candidatura a premier del centrosinistra previo sondaggio…