Type to search

Perché la monarchia resta una risorsa per la Norvegia

Share

Dopo 35 anni di regno si chiude l’era di Harald V. Haakon VIII eredita una Corona popolare e profondamente inserita nella democrazia norvegese, ma anche una famiglia reale attraversata da scandali e difficoltà personali.
La morte di Harald V di Norvegia, avvenuta il 28 agosto 2026 a 89 anni, chiude una delle stagioni più lunghe e significative della monarchia norvegese. Il 1° settembre suo figlio Haakon VIII ha prestato davanti allo Storting il giuramento previsto dalla Costituzione, inaugurando formalmente il nuovo regno. �
Casa Reale Norvegese +1
Harald, il re che seppe unire
Harald V aveva compreso perfettamente quale dovesse essere il ruolo di una monarchia costituzionale nel XXI secolo: non governare, ma rappresentare; non dividere, ma unire.
Durante i suoi 35 anni sul trono seppe accompagnare una Norvegia profondamente trasformata, facendosi interprete di valori democratici, inclusione e coesione nazionale. Particolarmente importante fu il suo ruolo dopo gli attentati del 22 luglio 2011, quando la Corona divenne uno dei simboli dell’unità del Paese. �
AP News +1
Non sorprende quindi che, dopo la sua morte, il sostegno alla monarchia sia salito al 72%, secondo un sondaggio Norstat riportato da Reuters. �
Reuters
Una dinastia relativamente giovane
La monarchia norvegese contemporanea nasce con l’indipendenza dalla Svezia nel 1905, quando il principe danese Carlo divenne Haakon VII.
Da allora la Corona ha costruito la propria legittimazione soprattutto attraverso il rapporto con il popolo. Haakon VII divenne simbolo della resistenza all’occupazione nazista; Olav V fu ricordato come un sovrano vicino alla gente; Harald V ha ulteriormente modernizzato l’istituzione.
Questa continuità aiuta a spiegare perché, in una delle società più democratiche ed egualitarie d’Europa, la monarchia non venga necessariamente percepita come un residuo del passato.
La risorsa della neutralità
È probabilmente questo il punto centrale.
Il primo ministro cambia. Le maggioranze cambiano. I partiti si combattono. Il sovrano rimane fuori dalla competizione politica.
In un sistema parlamentare come quello norvegese, il re esercita essenzialmente una funzione costituzionale e rappresentativa. Proprio questa distanza dalla battaglia elettorale può trasformare la Corona in un elemento di continuità istituzionale.
Anche all’estero la famiglia reale svolge una funzione importante nella rappresentazione della Norvegia, accompagnando diplomazia, cultura e interessi economici del Paese. �
euronews
Ma Haakon VIII eredita anche una crisi
Il nuovo sovrano Haakon VIII di Norvegia non eredita soltanto il prestigio del padre.
La famiglia reale è stata attraversata negli ultimi anni da vicende che hanno messo sotto pressione la sua immagine pubblica. Tra queste, le controversie riguardanti Marius Borg Høiby, figlio della regina Mette-Marit da una precedente relazione, e le polemiche che hanno interessato la stessa Mette-Marit. �
AP News
È importante distinguere nettamente, però, le responsabilità individuali dall’istituzione monarchica.
Haakon dovrà riuscire a farlo anche agli occhi dell’opinione pubblica: proteggere la credibilità della Corona senza apparire intenzionato a proteggere comportamenti individuali dalle normali regole dello Stato di diritto.
A complicare l’inizio del regno ci sono inoltre le condizioni di salute della regina Mette-Marit, che non ha potuto partecipare al giuramento del marito in Parlamento a causa delle conseguenze del trapianto polmonare subito a giugno. �
Sky TG24
La sfida di Haakon
Haakon VIII ha scelto come motto «Tutto per la Norvegia», riprendendo quello del bisnonno Haakon VII. �
euronews
È una scelta simbolicamente potente.
Il nuovo re dovrà essere moderno senza trasformare la monarchia in uno spettacolo mediatico; vicino alla propria famiglia senza confondere famiglia e istituzione; popolare senza diventare populista; presente nel dibattito civile senza entrare nella politica partitica.
E soprattutto dovrà conservare quello che Harald V lascia come principale eredità: la fiducia.
Perché è proprio qui che si decide il futuro di una monarchia costituzionale. Non dispone di un potere politico paragonabile a quello di un governo, ma può possedere qualcosa di altrettanto raro: autorevolezza senza appartenenza partitica, continuità senza immobilismo e capacità di rappresentare una nazione al di sopra delle sue divisioni.
Se Haakon VIII riuscirà a custodire questo equilibrio, la monarchia continuerà probabilmente a essere per la Norvegia non un’eredità ingombrante del passato, ma una delle sue risorse istituzionali e identitarie nel futuro.