Type to search

Per il SSN essere malati non basta

Share

Di Antonella Morabito

Immaginiamo che un giorno, una persona che vive di pensione di invalidità da un tempo immemorabile, per patologie conclamate e magari croniche e permanenti, che riducano o annullino la sua capacità lavorativa (e quindi gli impediscano di lavorare e guadagnarsi da vivere), improvvisamente scopra di avere bisogno di un presidio protesico, per esempio ortopedico (un plantare, o un busto), o un ventilatore per le apnee notturne, o protesi per l’udito.

Percorso: con la richiesta del medico prescrittore bisogna andare alla ASP, che richiede, per fornire il presidio gratuitamente, non solo che il soggetto sia invalido, ma che la patologia per la quale si richiede il presidio sia espressamente menzionata nel verbale di invalidità civile (DPCM 12 gennaio 2017 – Nuovi LEA – art. 18 – Regolamento per l’assistenza protesica).

Il malcapitato, pertanto, viene invitato a fare una “domandina” per l’invalidità, attraverso il CAF, e, se non ha la “furbizia” di rivolgersi ad un medico legale (ovviamente presso un Caf o a pagamento), l’ignaro sarà convocato a visita dalla apposita Commissione, che valuterà la documentazione che viene presentata, ossia quella prescrizione di ventilatore rilasciata dallo pneumologo, o l’esame audiometrico, o la prescrizione del plantare. E gli attribuirà un punteggio che, se non ha recato anche documentazione aggiornata (ovviamente prodotta, nella migliore delle ipotesi, pagando il ticket sulle certificazioni) sulle condizioni che diedero luogo anni prima al riconoscimento della sua prestazione di invalidità, non sarà adeguato alla conferma della prestazione con la quale, letteralmente, si compra il pane. E gli revocheranno la pensione, o l’assegno. Dovrà, in quel caso, proporre ricorso, con i tempi necessari della giustizia, e affrontare dei costi. Alla fine magari risolverà il problema valutativo, ma avrà probabilmente sborsato somme pari al costo del presidio che voleva ottenere gratuitamente, moltiplicate dieci.

In altri termini, per avere diritto a un presidio gratuitamente, perchè erogato dal SSN, per tutelare il proprio diritto alla salute, si corre il rischio, dovendo rimettere in discussione tutta la valutazione per l’invalidità precedente (ha valore solo il verbale più recente) di rimetterci l’essenziale per vivere e di pagare lo scotto.

Ma che senso ha, ci domandiamo, dovere essere anche “invalidi” per avere tutele, non è sufficiente essere malati?