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Norvegia: chi è Haakon, il nuovo re nella tempesta

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A suo agio tanto con un cappotto quanto con gli abiti cerimoniali, il re Haakon di Norvegia è il nuovo volto di una monarchia a lungo lodata per la sua modernità e modestia, ma ora afflitta da problemi e scandali.
Haakon è succeduto automaticamente al trono dopo la morte serena del padre, re Harald, a 89 anni. Presterà giuramento davanti al governo nel corso della giornata.
Le vicende della sua famiglia sono sempre più spesso al centro dell’attenzione dei media: il trapianto di polmone della moglie, le rivelazioni sui suoi legami con Jeffrey Epstein, la condanna per stupro del figliastro e le bravate della sua eccentrica sorella e del marito americano, autoproclamato sciamano.
Haakon, 53enne alto, barbuto e dall’aspetto maestoso, è modesto e misurato come la maggior parte dei norvegesi, rispecchiando una società che rifugge l’opulenza e l’ostentazione. Sposato con Mette-Marit, una donna di origini non nobili e madre single, Haakon ha concentrato la sua attenzione su temi che stanno a cuore a molti della sua generazione, tra cui la tutela dell’ambiente e la lotta al razzismo e all’omofobia. “È importante proteggere la nostra identità e fare in modo che la Norvegia sia un Paese in cui possiamo amare e stare con chiunque vogliamo”, ha dichiarato il giorno dopo il sanguinoso attentato contro la comunità gay di Oslo nel giugno 2022. Nato il 20 luglio 1973, il principe ha frequentato asili nido e scuole statali, secondo i desideri dei suoi genitori, re Harald e la regina Sonja, che volevano vederlo crescere tra i norvegesi “comuni”.
Dopo la scuola secondaria ha trascorso tre anni in marina, dove ha prestato servizio principalmente come ufficiale su un cacciatorpediniere. In seguito ha conseguito una laurea in scienze politiche all’Università della California a Berkeley e un master in politica internazionale alla London School of Economics.

Haakon è un appassionato di sci, surf e windsurf, oltre che di musica. Fu durante un festival musicale a Kristiansand, nel sud della Norvegia, nel 1999, che incontrò la sua futura moglie, il cui passato turbolento aveva fatto subito notizia. All’epoca, Mette-Marit Tjessem Hoiby era una madre single con un figlio piccolo di nome Marius, frutto di una precedente relazione con un uomo con pesanti precedenti penali, tra cui aggressione e possesso di cocaina. “La mia adolescenza ribelle è stata più marcata di quella della maggior parte delle persone”, ammise ai giornalisti la futura principessa prima del suo matrimonio con Haakon, nell’agosto del 2001.
I norvegesi riuscirono presto a guardare oltre il suo passato turbolento. La coppia ebbe una figlia, Ingrid Alexandra, nata nel 2004 e destinata a diventare regina, e un figlio, Sverre Magnus, nel 2005. Ma all’orizzonte si addensavano nubi minacciose. Martha-Louise, sorelal di Haakon e appassionata di terapie alternative, è stata ripetutamente accusata di sfruttare il suo titolo di principessa a fini commerciali. È tornata a far parlare di sé sposando, nel 2024, Durek Verrett, un sedicente sciamano descritto dai suoi detrattori come un pericoloso “ciarlatano”. Poi il figliastro Marius, che Haakon ha sempre trattato come un figlio, è stato arrestato nell’agosto del 2024 e condannato a quattro anni di carcere nel giugno del 2026 per stupro e aggressione. Pochi giorni prima della condanna, la madre di Marius, Mette-Marit, si è sottoposta a un trapianto di polmone per la fibrosi polmonare che le era stata diagnosticata nel 2018.
Tutto ciò pochi mesi dopo che, nel febbraio del 2026, i media norvegesi avevano pubblicato inquietanti rivelazioni sull’amicizia tra Mette-Marit ed Epstein nei primi anni 2010. Nonostante il finanziere americano fosse già stato condannato per adescamento di minore, Mette-Marit era stata in frequente contatto con lui, e le loro email indicavano una stretta relazione. In seguito, dichiarò di essere stata “manipolata e ingannata”. “Quando ci si sposa, è nel bene e nel male”, commentò Haakon nel marzo scorso durante un’intervista televisiva con la coppia in merito alle rivelazioni su Epstein.
Gli scandali hanno offuscato l’immagine della famiglia reale e indebolito il suo sostegno nel paese scandinavo, sebbene rimanga ampiamente popolare. (AGI)