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Turismo. Un pass vaccinale e isole covid free

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Nel Paese di Dante il turismo ha subito un danno di undici miliardi, secondo dati di Bankitalia. Circa 23 milioni di turisti in meno. Tutta la filiera è in ginocchio, molto vicina al default. Bisogna tamponare l’emorragia e correre ai ripari. L’Unione Europea spinge per un passaporto vaccinale che rispetti la privacy e i dati sensibili e che garantisca ai cittadini europei di spostarsi all’estero per lavoro e turismo: il digital green pass

di Ettore Minniti

Kastos, Kalamos, Meganisi e infine Kastellorizo, divenuta famosa nel 1991 perché scelta da Gabriele Salvatores come set del film premio Oscar Mediterraneo, sono isole greche covid freee. Gli abitanti hanno ricevuto la seconda dose di Pfizer e sono tutti vaccinati. Tutte mete altamente turistiche e per questo “strategiche” anche per l’economia del Paese dove il settore vale il 20% del Pil. Il paese Ellenico ha le idee chiare e punta molto sul turismo per ripartire, provando ad accogliere i turisti di tutto il mondo in luoghi “sicuri” e privi di virus. Atene ha già immunizzato le isole sotto i mille abitanti. Non solo Grecia, la Spagna è già in pista, l’Egitto con Sharm El Sheick e Marsa Alam sul Mar Rosso sta lavorando per vaccinare i suoi abitanti entro la fine di maggio, Seychelles e Maldive a un passo dall’immunità di gregge e anche le Cayman sono sulla buona strada.
E in Italia?
Nel Paese di Dante il turismo ha subito un danno di undici miliardi, secondo dati di Bankitalia. Circa 23 milioni di turisti in meno. Tutta la filiera è in ginocchio, molto vicina al default; dati impietosi per la ricettività alberghiera, ristoranti, guide turistiche, tour operator. Hanno pagato un prezzo salatissimo sia il turismo invernale (piste da sci chiuse, località di montagna non accessibili hanno portato a un -80% di presenze rispetto all’anno scorso) che quello primaverile (lockdown e restrizioni fino a Pasqua, con gli eventi del Carnevale tutti aboliti).
Un barlume di luce si potrà vedere nella primavera del 2022, se sarà portata a termine la campagna vaccinale di massa.
Bisogna comunque tamponare l’emorragia e correre ai ripari. L’Unione Europea spinge per un passaporto vaccinale che rispetti la privacy e i dati sensibili e che garantisca ai cittadini europei di spostarsi all’estero per lavoro e turismo: il digital green pass. Un possibile strumento utile per la ripartenza in tutti i settori colpiti dalla pandemia.
In Italia nel frattempo, sul modello greco, si sta facendo largo l’idea di “isole Covid free”.
L’appello dei sindaci delle piccole isole per una vaccinazione di massa risale al mese scorso. Capri, Ischia e Procida sono state già messe su una corsia preferenziale dalla Regione Campania.
Anche i presidenti di Sardegna e Sicilia – Christian Solinas e Nello Musumeci – con una nota congiunta chiedono una totale immunizzazione delle due isole: “La nostra condizione di insularità, che limita i punti d’accesso a porti e aeroporti, rende più semplice il controllo sanitario – spiegano i due governatori – se procediamo rapidamente alla vaccinazione dell’intera popolazione, potremo ospitare in piena sicurezza i turisti aprendo veri e propri corridoi preferenziali verso paesi e regioni che hanno già completato l’immunizzazione o utilizzando il modello dei voli e delle navi ‘covid tested’, che garantisce un’enorme attrattività internazionale”.
Il ministro del turismo Massimo Garavaglia, su parere conforme del Commissario Figliuolo, si è dichiarato disponibile a valutare un piano nazionale per tutte le isole minori, per far ripartire il turismo a fine aprile, con una campagna di vaccinazioni ad hoc nelle principali località turistiche.
Ma la strada è tutta in salita. La concorrenza ‘mediterranea’ è partita prima di noi e recuperare il tempo perduto non sarà facile.
L’Italia, purtroppo, è la patria della demagogica retorica ‘poco’ Ciceroniana.


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