Type to search

Talete, mentre studiava gli astri e guardava in alto, cadde in un pozzo…

Share

 

di Gianni De Iuliis

«[Talete], mentre studiava gli astri e guardava in alto, cadde in un pozzo. Una graziosa e intelligente servetta trace lo prese in giro, dicendogli che si preoccupava tanto di conoscere le cose che stanno in cielo, ma non vedeva quelle che gli stavano davanti, tra i piedi. La stessa ironia è riservata a chi passa il tempo a filosofare […] provoca il riso non solo delle schiave di Tracia, ma anche del resto della gente, cadendo, per inesperienza, nei pozzi e in ogni difficoltà.» (Platone)

Talete (640/625 a.C. – 547 a.C.) è un intellettuale globale e pienamente integrato nel contesto politico in cui vive. È dotato di sapienza pratica, ma è anche uno scienziato, un abile uomo politico e un filosofo che avvia un’indagine libera, laica, razionale e critica del reale. Il passo di Platone fa riferimento a uno dei tanti aneddoti attribuiti a Talete. Una delle domande che sovente ricorrono in riferimento alla Filosofia: «A che serve la Filosofia?». Risposta: «A far sorridere la servetta trace». A sottolineare l’aspetto speculativo e teorico di tale disciplina che spesso fa perdere il contatto con il reale e la prassi: Talete, mentre stava studiando gli astri, non si avvide di un pozzo…

Un altro aneddoto molto famoso. Diogene Laerzio narra che alcuni marinai trovarono un tripode sacro ad Apollo. Consultarono l’oracolo di Delfi che ordinò loro di donarlo al più saggio di tutti. Allora essi lo donarono a Talete che lo rifiutò e lo donò ad un altro saggio e così via. Il tripode passò di mano in mano fino a ritornare da Talete, evidentemente il più saggio.

Vi citiamo un ultimo aneddoto. Alcuni suoi concittadini gli rimproverarono che la sua sapienza non era servita per diventare ricco. Talete allora, utilizzando alcune nozioni di botanica e meteorologia, riuscì a prevedere un gran raccolto di olive. Decise quindi di affittare tutti i frantoi della città. Giunto il momento della raccolta delle olive, i contadini si recarono presso i frantoi di Talete e furono costretti a pagare prezzi imposti altissimi per macinare le proprie olive. Talete impose un vero monopolio, dimostrando che con la Filosofia si può guadagnare tantissimo, ma evidentemente non è questo il suo fine.

(5. Continua)