Type to search

Superbonus 110%. Sblocco per salvare il mercato edilizio? Il governo valuta la proposta di Confedercontribuenti

Share

La proposta formulata dalla Confederazione prevede che, per riattivare la circolazione dei crediti, al termine di ciascun periodo d’imposta successivo a quello in corso e non oltre il 31 dicembre 2026 i crediti acquisiti successivamente al primo gennaio 2022 da soggetti bancari e assicurazioni possano essere convertiti in Buoni del Tesoro poliennali con scadenza non inferiore a 10 anni

di redazione

La Confedercontribuenti lo aveva detto e scritto alle Autorità competenti.  “La notizia del blocco è di una gravità assoluta” – dichiarava qualche giorno fa il suo presidente, Carmelo Finocchiaro, – “Serve già nelle prossime ore un intervento del governo che sblocchi la situazione con un intervento straordinario di lancio di BTP poliennali per 100 miliardi, affinché si eviti la chiusura di oltre 40000 cantieri, il fallimento di 35000 imprese, la perdita di quasi 200.000 posti di lavoro e la crisi irreversibile di migliaia di liberi professionisti. Già lunedì potrebbe essere l’inizio di una pericolosa catastrofe”.

In questi giorni è in discussione alla Camera il Decreto Aiuti, dove alcune forze politiche hanno presentato alcune modifiche alle norme in vigore al fine di poter rianimare lo stato comatoso e di stallo in cui versa il comparto edilizio, per delle precise responsabilità politiche, che ha portato al blocco che sta dando un colpo mortale all’economia.

In attesa della conversione in legge del Decreto Aiuti, le banche non acquistano più crediti fiscali e le imprese cominciano a bloccare i cantieri dei condomini.

16 modifiche normative in due anni e mezzo non sono riuscite a bloccare la voglia di superbonus 110% da parte di contribuenti, professionisti e imprese, questi si impegnano nei progetti di superbonus e bonus facciate, con contratti già stipulati e fidandosi dello Stato, hanno avviato i lavori applicando lo sconto in fattura ai loro committenti. In pratica non riescono più a compensare i crediti da acquisire con le tasse e le imposte che devono versare.

Le 4 modifiche in 5 provvedimenti normativi al meccanismo di cessione del credito hanno ridotto il plafond disponibile per la compensazione, con la conseguenza che non si riesce più a trovare nessuno disponibile ad acquistare i crediti (soprattutto quelli indiretti frutto dello sconto in fattura).

Di qui la necessità di una nuova correzione delle norme, l’ennesima, sollecitata non solo dagli istituti di credito ma anche dalle imprese e dai proprietari di immobili.

Tra le proposte che il Governo sta valutando vi è quella formulata dalla Confedercontribuenti. Per riattivare la circolazione dei crediti è previsto che al termine di ciascun periodo d’imposta successivo a quello in corso e non oltre il 31 dicembre 2026, i crediti acquisiti successivamente al primo gennaio 2022 da soggetti bancari e assicurazioni possano essere convertiti in Buoni del Tesoro poliennali con scadenza non inferiore a 10 anni.

Confedercontribuenti è soddisfatta? Siamo moderatamente soddisfatti” – risponde Finocchiaro – “Le nostre proposte sono al vaglio delle forze politiche e del Governo. Adesso aspettiamo che esse vengano attuate, messe in pratica”. “La situazione è insostenibile”, – prosegue il Presidente della Confederazione – “L’auspicio è che si intervenga in maniera organica su tutta la materia edilizia, evitando decreti su decreti che disorientano gli addetti ai lavori. Occorre dare stabilità a tutto il settore che ha dimostrato di poter concorrere ad incrementare il PIL nazionale