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Su Fisco, Banche e rilancio economico, serve un movimento unitario. Confedercontribuenti lancia la proposta.

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DA REDAZIONE

Non servono piu’ i singoli protagonismi, spesso assolutamente minoritari, che regalano qualche singola affermazione sul piano personale e nessun risultato per le imprese e la gente. La sfida è grande e oggi è irrinviabile. Serve un patto unitario, sui temi che riguardano, il fisco, le banche, la crisi economica e la lotta per le ingiustizie. A lanciare la sfida ai movimenti e associazioni è il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che lancia un appello, perchè si mettano da parte “gli interessi dei singoli e delle associazioni e si dia forza ad un soggetto federativo che elabori proposte unitarie e si mobiliti contro tutte le ingiustizie.  Un movimento federativo, dove ogni soggetto apporti il suo contributo per cambiare il nostro Paese, di fronte ad una classe politica inetta e incapace. Le organizzazioni di rappresentanza storiche, ormai sono sempre di piu’ intenti a tutelare gli interessi funzionali alle stesse organizzazioni e non a quelle delle imprese o di chi lavora e produce. Questa è la triste realtà. E dobbiamo prendere atto che questo Governo, riconosce solo e soltanto le istanze dei poteri forti, dando alla sola Confindustria la possibilità di esprimere le istanze dei grandi e dell’associazione bancaria italiana. L’appello lo lanciamo anche al mondo delle professioni, al mondo del giornalismo, dell’università e della scuola. Nessuno deve stare silente. Non abbiamo molto tempo, perchè la crisi continua e lo Stato predatore si sta riorganizzando, insieme al sistema finanziario per ritornare in grande stile a impoverire l’Italia, con le sue azioni che lo vedono “forte con i deboli e debole con i forti”. Ecco perchè una prima proposta riguarda una iniziativa che dovrebbe essere fatta proprio il 16 Ottobre, giorno in cui riparte, pur in presenza della grave crisi economica del post e dell’attuale situazione Covid, la macchina del fisco. Il fisco riprende in maniera non compatibile con le risorse delle aziende e dei contribuenti, la riscossione con i metodi “vessatori” di sempre. Pronte 9 milioni di cartelle esattoriali, accertamenti e misure cautelari. Bisogna che l’Italia che lavora e produce dia un segnale forte e responsabile per fermare questa ondata vessatoria e chiedere un tavolo per un “patto fiscale” che consenta un rientro dei debiti tributari con un esborso che non ecceda il quinto del proprio reddito o dell’utile dell’impresa e senza applicazione di sanzioni. Un patto che garantisce allo Stato il gettito dovuto e rende compatibile il pagamento per le imprese e le famiglie. Le altre grandi battaglie da condividere riguardano le norme sui crediti deteriorati. Prima di tutto si faccia la cartolarizzazione con il debitore, invece che cedere ai nuovi speculatori finanziari i beni delle famiglie e delle imprese  in difficoltà. Questo mercato vedee spesso la presenza delle mafie. Si riformi la legge sullo sdebitamento e si riveda il codice della crisi, si affronti tutta la politica sugli ammortizzatori sociali e si fermi la ripresa dei pignoramenti e delle aste immobiliari. Insomma si cambi radicalmente la politica di questo Paese, ridando la possibilità del riscatto per milioni di italiani. E’ questa la strada per salvare famiglie e imprese. Con decisione e coerenza per ridare forza e speranza all’Italia degli onesti, tradita da una classe politica di nominati e senza alcun senso di responsabilità, verso chi soffre e sta perdendo le cose piu’ care, costruite dopo una vita di duro lavoro.

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