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Specola Vaticana ha commentato la prima immagine di un buco nero

La foto dell’Event Horizon Telescope che cattura un buco nero conferma la teoria della relativita’ e che soprattutto gli studi scientifici, da ora in poi, non saranno più gli stessi. Padre Guy Consolmagno, gesuita, astronomo statunitense e direttore della Specola Vaticana, il più antico osservatorio astronomico del mondo, in una intervista a Vatican News parla di “una grande occasione, senza precedenti”.

“La prima cosa che la foto ci dice – sottolinea – è che siamo sulla strada giusta per comprendere cosa sono veramente i buchi neri. Ci incoraggia a utilizzare la stessa tecnica per studiare altre masse simili nell’universo. Più in particolare, con i dati in nostro possesso si potranno esplorare altri luoghi nei quali si trovano i buchi neri”.

L’immagine conferma in qualche modo la teoria della relatività di Einstein ed “è questo uno degli aspetti più eccitanti! Il modo in cui questa foto – continua padre Consolmagno – viene interpretata è questo: gli scienziati hanno realizzato una serie di modelli diversi, assumendo la teoria della relatività generale e poi hanno detto: se in questi modelli c’è questo orientamento e questa è la massa e questa è la rotazione, cosa ci aspettiamo di vedere? In realtà hanno previsto esattamente quello che poi hanno osservato. Tutto conferma che la teoria della relatività funziona. Ed è stupefacente pensare che da oltre 100 anni una teoria così bizzarra e difficile da comprendere abbia superato perfettamente ogni test”.

E commentando l’affermazione di uno scienziato ateo che ha parlato di una esistenza di Dio ‘più credibile’ dopo la foto del buco nero, il gesuita risponde:

“La mia fede in Dio non viene solo dal fatto di riconoscerLo nella natura: io vedo Dio nella natura perché già credo che Dio sia lì. Penso, quindi, che questo scienziato ateo stia piuttosto ammettendo indirettamente che in definitiva ateo non è…”

“Se guarda all’universo con gli occhi della fede, la sua fede potrà soltanto essere confermata, sempre. Ma se non ha gli occhi della fede, mai vedrà Dio”. Occorre, conclude, “essere capace di guardare. A volte è bene osservare in un modo nuovo e sorprendente, perché questo ti fa capire che Dio e’ molto piu’ grande della nostra immaginazione…”.

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Fonte: cronaca agi

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