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Sorrentino tra i candidati al Golden Globe per il miglior film straniero

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L’annuncio da Los Angeles: il regista e sceneggiatore napoletano concorrerà con la sua ultima opera “È stata la mano di Dio”

Fonte: CineMotore

È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino è tra i candidati al Golde Globe nella categoria “miglior film straniero” della giuria alla 78/a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia è quindi anche tra i favoriti della Hollywood Foreign Press Association, l’ente, composto da giornalisti internazionali, che assegna i premi, considerati il maggiore riconoscimento nel settore cinematografico e televisivo dopo gli Oscar (per il cinema) e gli Emmy (per la televisione).

Dopo la delusione agli European Film Awards, gli Oscar europei, da cui il film – candidato in tre categorie – è uscito a mani vuote, arriva la doppietta con la nomination anche ai Critics Choice Awards per il miglior film straniero. Le candidature sono state annunciate a Los Angeles dal rapper Snoop Dogg e dalla presidente della HFPA Helen Hoehne con una cerimonia in tono minore a causa degli scandali che hanno coinvolto l’ente accusato di corruzione e di razzismo per la composizione della giuria.

I Golden Globe sono stati anche snobbati dai network televisivi. NBC ad esempio ha fatto sapere che non trasmetterà la cerimonia che si terrà il prossimo 9 gennaio, mentre diverse celebrity hanno rifiutato di annunciare le candidature nonostante i cambiamenti annunciati dalla HFRA. L’annuncio delle candidature inoltre non è neanche stato trasmesso in diretta televisiva solo tramite il sito e il canale YouTube dei Golden Globes.

Tra le candidature hanno spopolato molti dei film presentati a Venezia, ben sette a Power of the Dog di Jane Campion, 3 a Dune di Denis Villeneuve, 2 a Lost Daughter di Maggie Gyllenhaal, lo stesso per Madres paralelas, di Pedro Almodovar, Scene di un matrimonio, di Michael Showalter e Spencer di Pablo Larraín. Spielberg e Villeneuve, rispettivamente con West Side Story e Dune, sono anche tra i candidati nella categoria ‘miglior regista’. Con loro anche la Gyllenhaal per ‘The Lost Daughter’, Kenneth Branagh per ‘Belfast’ e Campion per ‘The Power of the Dog’. Tra le celebrità di alto profilo sono stati candidati attori del calibro di Will Smith con King Richard, Kristen Stewart con Spencer, Rachel Zegler con West Side Story, Leonardo DiCaprio con Don’t Look Up, Denzel Washington con The Tragedy of Macbeth, Ben Affleck con The Tender Bar e Lady Gaga con House of Gucci. ‘Luca’, anche se una pellicola americana, è tuttavia diretto da un regista italiano, Enrico Casarosa, ed è tra i candidati per il miglior film d’animazione. Succession, la serie televisiva statunitense ideata da Jesse Armstrong e mandata in onda da HBO, ha fatto incetta di nomination tra gli show televisivi. Ne ha ricevute cinque. Ted Lasso e The Morning Show in onda su Apple TV+ sono al secondo posto con quattro ognuno.

Sorrentino ha girato nella città’ della sua adolescenza, persino nel suo palazzo, con il set giusto un piano sotto. La città in cui, come fa capitare al suo protagonista alter ego Fabietto (Scotti), tra l’esaltazione per la Napoli anni ’80 folle per Maradona e la sua tragedia personale (la perdita accidentale e prematura dei genitori), intravede la sua strada anche grazie all’incontro con il regista Antonio Capuano: il suo futuro è il cinema.

“La mia speranza è che i giovani che lo andranno a guardare traggano l’idea che non bisogna mai abdicare ad una idea di futuro per se stessi. C’è una età, che è quella che racconto nel film, in cui questa idea puo’ non vedersi e si può stare male”, ha spiegato Sorrentino. “Questo film era nella mia mente da molti anni e solo ora ho trovato il coraggio di farlo: per ragioni insondabili era arrivato il momento giusto, avevo compiuto 50 anni, avevo una grandissima voglia di tornare a girare a Napoli, sentivo il bisogno di un set d’estate quasi una possibilità di svago dopo un periodo duro per tutti”. “Oggi – ha proseguito il regista, sceneggiatore e qui anche produttore con Lorenzo Mieli per The Apartment – parlare quasi quotidianamente di È stata la mano di Dio mi ha portato a noia i miei dolori e questo mi è di grande aiuto, una bella scorciatoia per non occuparsi dei propri dolori anche se dopo le proiezioni il pubblico finisce per raccontarmi i suoi, di genitori persi come li ho persi io, di lutti”.

Le reazioni all’estero sono le stesse della platea italiana: “Penso che E’ stata la mano di Dio abbia una riconoscibilità immediata, sono sentimenti che appartengono a tutti, magari all’estero non credono che una famigliona allargata come quella che faccio vedere nella gita ad Agerola – scene di mangiate luculliane, bagni di gruppo, esagerazioni, cattiverie e prese in giro e una zia che si spoglia nuda (Luisa Ranieri), ndr – non siano possibili, invece chi conosce Napoli sa che sono assolutamente reali. E poi sono reazioni positive: si ride e si piange ed e’ proprio quello che speravo”. Un film intimo, personale, di svolta anche rispetto al suo cinema, soprattutto vero.