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Sicilia, campagna per adottare un albero di pistacchio: “Aiutateci a regalare più radici alle nostre radici”

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Di Daiana De Luca (Responsabile Comunicazione Confedercontribuenti)


Sicilia, terra d’incanto nella quale è possibile incontrare scorci paesaggistici stracolmi di vegetazione autoctona di unico pregio, tra mare e montagna l’occhio si perde in vigneti ed agrumeti centenari. Certo, se vi dicessimo “Pistacchio”, i più rispondereste “Bronte”, graziosa cittadina alle pendici dell’Etna che ha fatto del suo “oro verde” un vero e proprio business.. ma noi oggi vogliamo andare oltre il “consueto” e parlarvi del sogno nel cassetto di due fratelli pasticceri di Canicattì, in provincia di Agrigento.

Vincenzo e Giulio Bonfissuto, pensate, si sono messi in testa di piantare e coltivare 70 alberi di pistacchio di una antica varietà per avere, così, a portata di mano il loro personale “oro verde”, materia prima tra le più pregiate dell’arte dolciaria siciliana. Fastuq, origine araba della parola Fastuca (in siciliano “pistacchio”), è il nome che i due fratelli hanno voluto dare al loro progetto: una raccolta fondi a cui tutti possono contribuire ottenendone in cambio alcuni prodotti simbolo della loro pasticceria, ad esempio il famoso panettone al pistacchio che diventerebbe, così, un vero e proprio dolce a kilometro zero.

L’attività di recupero e ricostruzione del pistacchieto, potrà essere sostenuta attraverso la piattaforma Kickstartes e contempla oltre dieci modalità di partecipazione che vanno dalla donazione libera ad un minimo di 30 euro, per ricevere a casa ed in tutto il mondo il lievitato Bonfissuto al pistacchio, fino a 1000 euro  per adottare un massimo di 70 piante di pistacchio con il nome del donatore per ogni albero inciso su  targhetta. E’ previsto anche un omaggio di 12 panettoni ed una giornata di experience in azienda comprensiva di pernottamento e degustazioni tipiche insieme ai fratelli Bonfissuto. “I rami, le foglie e i frutti di ogni singolo albero – spiegano i fratelli Bonfissuto – apparterranno virtualmente a chi ci aiuterà a coltivarli”.

La campagna, che ha l’obiettivo non solo di avere un raccolto di prossimità ma anche di salvare una varietà autoctona del particolare albero, è partita il primo agosto e per ancora un mese sarà possibile prendervi parte. Ed allora, che aspettate?

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