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Serraj pronto a dimettersi da capo del governo libico

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AGI – Il presidente del Governo di accordo nazionale libico, Fayez al Serraj, ha annunciato la sua “sincera intenzione di cedere l’autorità del suo governo entro fine ottobre a un nuovo esecutivo” che porti avanti la transizione politica. Lo ha annunciato in un discorso alla nazione. 

Un ingegnere prestato alla politica, figlio di uno dei fondatori della monarchia libica, più considerato all’estero che in patria. Al-Serraj, il presidente del Governo di accordo nazionale di Tripoli, negli ultimi mesi si è scoperto anche stratega militare in grado di mettere in serie difficoltà l’avanzata su Tripoli del maresciallo della Cirenaica, Khalifa Haftar, cresciuto nella divisa militare.             

Nel caos del Paese nordafricano, al Serraj si è visto catapultare da membro della Camera dei Rappresentanti, eletto nella circoscrizione di Al Andalus, nella capitale dov’è nato 59 anni fa, a essere leader del governo di conciliazione voluto dall’Onu per traghettare la Libia verso la pace. Una missione tutt’altro che semplice nemmeno per i politici più ferrati. Tuttavia al-Serraj, di carattere mite, ha saputo fare dell’arte della moderazione la chiave del proprio successo. O comunque dello scampato fallimento, almeno finora. 

Il padre, Mustafa Fawzi al-Serraj, fu tra i fondatori della moderna monarchia libica, dopo l’indipendenza dall’Italia. Prima membro del Partito del Congresso e deputato alla Camera dei rappresentanti, guidò poi i ministeri di educazione, agricoltura ed economia durante la monarchia. Fayez non segue le orme del padre: laureato in architettura alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Tripoli, con un master in Amministrazione d’impresa, fa l’ingegnere occupandosi di gestione e progettazione per il Fondo di previdenza sociale.             

La carriera politica si insinua nella sua vita con la Primavera araba: al Serraj entra a fare parte della Commissione per il dialogo nazionale dopo la caduta del regime di Gheddafi. Alle legislative diventa membro della Camera dei rappresentanti e viene nominato presidente della Commissione per la casa. Nel governo di Ahmed Maitig, nel 2014, gli viene proposto il ministero per la Casa, ma rifiuta l’incarico per “il generale clima politico e per l’assenza di stabilità e di sicurezza”.    

Nel 2015 l’allora inviato speciale dell’Onu, Bernardino Leon, indicò al-Serraj presidente del Governo di accordo nazionale, posizione ratificata poi con gli Accordi di Skhirat, in Marocco, nel dicembre dello stesso anno. La sua lontananza dalla politica è però la prima colpa che gli imputano i detrattori, oltre a quella di nutrire troppa fiducia nell’Occidente. “Non ha avuto alcun ruolo nella rivoluzione”, si diceva nella Cirenaica che non ha mai riconosciuto l’esecutivo di Tripoli. (AGI)

Vedi: Serraj pronto a dimettersi da capo del governo libico
Fonte: estero agi

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