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Senòfane (Colofone, 570 a.C. – 475 a.C.). L’autonomia della ragione e la crisi dell’antropomorfismo

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di Gianni De Iuliis

«Omero ed Esiodo hanno attribuito agli dèi tutto quanto presso gli uomini è oggetto di onta e biasimo: rubare, fare adulterio e ingannarsi reciprocamente. Ma se i buoi <e i cavalli> e i leoni avesser mani e potessero con le loro mani disegnare e fare ciò appunto che gli uomini fanno, i cavalli disegnerebbero figure di dei simili ai cavalli e i buoi simili ai buoi, e farebbero corpi foggiati così come <ciascuno> di loro è foggiato. Gli Etiopi <dicono che i loro dèi sono> camusi e neri, i Traci che sono cerulei di occhi e rossi di capelli».
(Senofane)

È stato un filosofo e poeta tradizionalmente accostato alla Scuola eleatica, anche se non abbiamo documenti che attestino il suo rapporto con gli Eleati.
Elea, denominata in epoca romana Velia, è un’antica polis della Magna Grecia. Attualmente l’area archeologica è localizzata in contrada Piana di Velia, nel comune di Ascea, in provincia di Salerno, all’interno del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Il frammento critica la religione tradizionale, che tende a rappresentare gli dei in maniera antropomorfica. Addirittura Omero ed Esiodo li ritrassero con tutti i difetti tipici degli uomini.
Senofane si scaglia contro l’antropomorfismo, figlio del pregiudizio e dell’ignoranza degli uomini.
È evidente in tale frammento un uso consapevole della ragione come facoltà autonoma e svincolata dalla tradizione. Il che rappresenta il fondamento della Filosofia, che si configura come un’indagine libera, critica, laica e razionale sul reale e sull’essere.
(31. Continua)