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Senato, no al taglio dei vitalizi: uguaglianza ed equità a confronto

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Di Daiana De Luca (Responsabile Comunicazione Confedercontribuenti)


Mentre gli italiani fanno ancora la conta dei danni causati all’economia dal lungo lockdown, in Senato, la Commissione Contenziosa dice no al taglio dei vitalizi e l’esultanza dei grillini per l’approvazione della delibera, con la quale veniva disposto il taglio del beneficio,  dell’ottobre 2018, altro non è che un ricordo lontano. L’Italia s’è desta ma viaggia ancora, e nonostante la pandemia, a due o più velocità.

E così alla nascita dei cosiddetti “nuovi poveri”, per intenderci il tessuto economico e sociale formato dalle piccole-medie imprese, davanti allo spettro del crollo del PIL senza soluzione di continuità, alle famiglie che vivono nell’ombra dell’incertezza, si contrappogono gli interessi degli ex senatori o loro eredi che, difesi nelle loro ragioni dall’avvocato Paniz, ex deputato e loro difensore, dopo aver presentato ricorso verso il provvedimento che disponeva il taglio del vitalizio, sono pronti a ricevere le somme a loro dovute a titolo di arretrati dal 2018 ad oggi.

È, infatti, la Commissione Contenziosa del Senato ad annullare la delibera e dire NO al taglio dei vitalizi, con tre voti a favore della delibera (quello del Presidente e dei due membri laici nominati dalla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati) e due contro, entrambi attribuiti ai due senatori della Lega componenti della Commissione. La delibera sarebbe stata annullata perché ritenuta ingiustificata dalla solida giurisprudenza della Corte Costituzionale e dall’UE. Al di là dei tecnicismi sulla questione, non può essere trascurato che la decisione della Commissione Contenziosa, arrivi, quasi come una beffa per tutti quegli italiani fortemente provati dalla crisi post Covid-19, in un momento di grave disagio ed incertezza economica che attraversa il nostro paese in modo trasversale.

A fronte di una situazione consolidata, gli interventi di riduzione devono rispondere a cinque requisiti nessuno dei quali era rispettato nella delibera del 2018″, dice l’avvocato Paniz, commentando la decisione della Commissione. Sgomento tra le fila del M5S, promotore del provvedimento annullato, che annuncia immediato ricorso verso la decisione. Vito Crimi, capo del M5S, in una nota scrive “la casta si tiene il malloppo, noi non molleremo mai per ripristinare lo stato di diritto ed il principio di eguaglianza”. Anche il PD, sottolineano alcune sue fonti, si dice totalmente sconcertato dalla decisione assunta dalla Commissione Contenziosa del Senato.

Non temete, però: pare che le somme da dover corrispondere agli ex senatori e/o loro eredi a titolo di arretrati, siano già state accantonate a Palazzo Madama. Riflettendo per un attimo sui concetti di eguaglianza ed equità, che impropriamente vengono spesso considerati sinonimi, ci piacerebbe, un giorno, magari non lontano, parlarvi di equità sociale, non solo formale, ma sostanziale, e non solo in linea di principio ma nei fatti… Ma, considerati gli eventi, non è assolutamente questo il tempo.

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