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Rapporto Caritas: i“nuovi poveri”, sono le partite iva.

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Aumentano i «nuovi poveri» in Italia, sono per lo più donne e famiglie con figli e sono tanti gli addetti nella ristorazione e nel turismo come indica la Caritas nel Rapporto 2020 su povertà ed esclusione sociale, ma corrono il rischio di aumentare ad ascoltare il racconto di chi lavora nei settori più colpiti dalla crisi. Nei tre mesi della chiusura totale, fra marzo e maggio del 2020, sono state circa 450mila le persone assistite dai circa 62mila volontari Caritas attivi in tutt’Italia. Fra gli aiutati ci sono oltre 2mila piccoli commercianti e lavoratori autonomi.  Camerieri, titolari di locali, addetti al turismo, partite Iva: sono i nuovi poveri creati dall’emergenza di questa primavera. Analizzando il periodo maggio-settembre del 2019 e confrontandolo con lo stesso periodo del 2020 – scrive la Caritas – emerge che in Italia, da un anno all’altro, l’incidenza dei «nuovi poveri» è passata dal 31% al 45%. Quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani, che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9% dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa. Sono soprattutto donne, «più fragili e svantaggiate sul piano occupazionale e spesso portavoci dei bisogni dell’intero nucleo familiare», si legge nel rapporto. Sono donne il 54,4% delle persone che si sono presentate ai centri di ascolto Caritas fra il 15 maggio e il 15 settembre del 2020, contro il 50,5% dello stesso periodo dello scorso anno. Sono sempre più di persone con fissa dimora (che passano dall’80,6% all’85,9%) e famiglie con figli (che passano dal 73,5% al 75,4%). Diminuisce invece il peso della grave marginalità, la quota di persone senza dimora, stranieri e persone sole. Quella che si intravede, secondo la Caritas, è «una nuova fase di ‘normalizzazione’ della povertà, come per effetto dello shock economico del 2008». Con una differenza: nell’Italia del pre-pandemia (2019) il numero di poveri assoluti era già molto alto, più che doppio rispetto al 2007.

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