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Putin: nessun accordo di pace fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi.

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C’è da chiedersi se per la Russia, con una guerra ad oltranza, l’Ucraina non sarà un nuovo Afghanistan?

di Ettore Minniti

200 (duecento) giorni di guerra. 200 giorni di distruzione e morte. In tanti citano le azioni belliche degli americani, in pochi ricordano la guerra in Afghanistan, che durò dieci anni. L’Armata sovietica nel 1979 invase il paese afghano. L’intervento militare dell’URSS provocò una recrudescenza della guerriglia afghana a danno delle forze sovietico-afghane, aiutati e sostenuti, dai rifornimenti e dall’appoggio logistico dagli Stati Uniti, il Pakistan, l’Iran, l’Arabia Saudita, la Cina e il Regno Unito.

Dopo più di nove anni di guerra, che provocarono vaste distruzioni all’Afghanistan nonché ampie perdite di vite civili, l’intervento sovietico nel conflitto ebbe termine con una ritirata generale delle proprie truppe conclusa il 15 febbraio 1989, dopo la firma degli accordi di Ginevra.

L’intervento fu considerato un nuovo Vietnam per i russi.

Ma veniamo ai giorni nostri. Per le mire espansionistiche di Putin sperare a breve in un accorso di pace o di ritiro incondizionato delle truppe russe dall’Ucraina al momento sembra utopico.

Putin ha escluso ogni ipotesi di pace e fa sapere che l’”operazione militare speciale” andrà avanti “fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi”. Il ritiro dalle truppe da Zaporizhzhya “non è in programma”, ha aggiunto, ribadendo che, al momento, il Cremlino non vede alcuna possibilità di negoziati con l’Ucraina.

Sul campo, la potente armata sovietica sembra non riuscire a prelevare sulle forze modeste ucraine. I due eserciti si fronteggiano. Conquistati territori e città da una parte, riconquiste dall’altra. Intanto dopo 200 giorni di guerra i morti non si contano più.

Il Cremlino comincia ad avere un certo nervosismo. A causa delle sconfitte subite in Ucraina, Putin ha deciso di licenziare il comandante del Distretto militare occidentale della Russia: lo afferma l’intelligence di Kiev. Ritorna quindi in campo il comandante ceceno Ramzan Kadyrov che ha annunciato il ritorno delle sue unità speciali d’élite sul campo di battaglia ucraino.

L’Europa, anziché tentare a denti stretti di instaurare un tavolo di concertazione per il cessate il fuoco, alimenta le speranze ucraine di poter fermare il più potente esercito del mondo.

“Gli ucraini stanno combattendo coraggiosamente per il loro futuro. Stanno lottando anche per i nostri valori comuni. L’Ue è stata al loro fianco dal primo giorno della guerra della Russia”. Lo scrive in un tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ribadendo il sostegno europeo a Kiev. “Aiuteremo a ricostruire l’Ucraina come un Paese libero e moderno nel suo cammino verso l’Ue”, aggiunge.

Nel frattempo, Emmanuel Macron ha chiamato Vladimir Putin. I due capi di Stato hanno parlato in particolare della situazione alla centrale nucleare di Zaporizhzhya e Putin ha posto l’accento sugli “attacchi regolari degli ucraini all’impianto e Zelensky utilizza “armi occidentali contro le infrastrutture civili nel Donbass”. Lo stesso presidente russo ha ribadito che “Gli attacchi ucraini sulla centrale nucleare di Zaporizhzhya, “compresi gli stoccaggi di scorie radioattive”, potrebbero avere “conseguenze catastrofiche”.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha chiesto a Putin di “ritirare armi pesanti e leggere russe dalla centrale nucleare di Zaporizhzhya” ed ha condannato “la prosecuzione delle operazioni militari russe in Ucraina”, ricordando a Putin “l’esigenza che cessino al più presto, perché venga avviato un negoziato e che siano ripristinate la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”. A Putin ha “ricordato che l’occupazione russa è la causa dei rischi che pesano oggi sull’integrità della centrale” ed ha “chiesto che le forze russe ritirino le armi pesanti e leggere seguendo le raccomandazioni dell’AIEA per garantire la sicurezza del sito”.

C’è da chiedersi se per la Russia, con una guerra ad oltranza, l’Ucraina non sarà un nuovo Afghanistan?