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Prezzi da rivedere sul 72% dei progetti messi a bando per il Pnrr

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Le imprese non ci stanno più con i costi“, dichiara il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, “sono a rischio migliaia posti di lavoro. Il sistema va verso la paralisi! Occorre un intervento legislativo per calmierare i prezzi oppure un sistema che rilevi i prezzi trimestralmente ovvero che ne rilevi i prezzi di mercato al momento dell’approvazione dell’opera, e non prima nella fase dell’offerta

di redazione

Le imprese preferiscono non partecipare alle gare d’appalto, perché i rincari sono alle stelle. Energia, materie prime, componentistica nel campo edilizio, rendono allarmante il rallentamento o il blocco totale degli interventi strutturali di un cantiere PNRR. Ferro, acciaio, cemento risentono pesantemente di questi continui aumenti.

Le imprese non ci stanno più con i costi“, dichiara il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, “sono a rischio migliaia posti di lavoro. Il sistema va verso la paralisi! Occorre un intervento legislativo per calmierare i prezzi oppure un sistema che rilevi i prezzi trimestralmente ovvero che ne rilevi i prezzi di mercato al momento dell’approvazione dell’opera, e non prima nella fase dell’offerta”.

Nasce spontanea la domanda: sarà rispettato il cronoprogramma per l’anno in corso per il completamento degli adempimenti richiesti dal PNRR?

Il Governo ha cercato di porvi rimedio con il nuovo meccanismo di compensazione delle variazioni dipresso dei materiali da costruzione previsto dal Decreto sostegni del 27 gennaio 2022, per tutelare lo stesso PNRR contro il rischio di aumenti da costruzione e dell’energia.

L’articolo 29 del Decreto Sostegni ter prevede che, in caso di aumento o diminuzione superiore al 5% (era 10% nella normativa previgente) rispetto al prezzo rilevato nell’anno di presentazione dell’offerta, si procederà alla compensazione, in aumento o in diminuzione, per la percentuale eccedente il 5% e comunque in misura pari all’80% (50% nella normativa previgente) di tale eccedenza. Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, sulla base delle elaborazioni dell’Istat, con proprio decreto, determinerà le variazioni percentuali dei singoli prezzi dei materiali da costruzione.

Per ottenere le compensazioni, l’appaltatore dovrà presentare alla stazione appaltante apposita richiesta riferita esclusivamente ai lavori eseguiti nel rispetto del cronoprogramma.

Il direttore dei lavori della stazione appaltante verificherà gli effettivi rincari subìti dall’esecutore, le dichiarazioni di fornitori o subcontraenti, il rispetto del cronoprogramma.

il Decreto Sostegni ter consente, fino al 31 dicembre 2026, per le opere pubbliche finanziate con le risorse previste dai Regolamenti (UE) 2021/240 e 2021/241 e dal Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, di attingere fino al 50% delle risorse annualmente disponibili. A queste risorse si aggiungono 80 milioni di euro nel triennio 2022-2024 (40 milioni di euro per il 2022 e di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024).
E’ stata affrontata anche la questione, spesso problematica, dell’omogeneità della formazione e dell’aggiornamento dei
prezzari delle Regioni e Province autonome: il Decreto dispone che, entro il 30 aprile 2022, il Ministero emani linee guida per la determinazione di tali prezzari. Le Associazioni di categoria ritengono il provvedimento inadeguato:”… perché tutto il settore subisce un trattamento diverso da tutti gli altri settori che hanno ricevuto finanziamenti a pioggia”.
La Confedercontribuenti ritiene il provvedimento “un pannicello caldo”, un rimedio insufficiente rispetto alla gravità di una situazione, è solo un palliativo, senza una riforma legislativa strutturale.

A livello parlamentare si insiste ovviamente sulla necessità di “utilizzare gli spazi derivanti dalla manovra per nuove iniziative espansive disponendo ulteriori interventi per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia nonché mediante la revisione del sistema dei prezzi di riferimento e dei carburanti”. Sull’argomento l’Ance insiste perché vi sia “un adeguamento dei fondi destinati alla realizzazione di investimenti pubblici alla dinamica imprevista dei costi dell’energia e delle materie prime sia per i lavori in corso di esecuzione che per quelli di prossimo affidamento prioritariamente con riferimento ai progetti individuati nel Pnrr “.

Intanto le aziende soffrono questo stato di incertezze.