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Pitagora e il termine «Filosofia»

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di Gianni De Iuliis

Diogene Laerzio (180 – 240) è stato uno storico greco che scrisse Vite e dottrine dei filosofi illustri, un’opera in dieci volumi che rappresenta una delle fonti principali sulla storia della filosofia greca.

Quello delle fonti è uno dei principali problemi nello studio della filosofia greca. Sono giunte intere solo le opere di Platone e alcune di Aristotele. Degli scritti di tutti gli altri filosofi greci abbiamo soprattutto dei frammenti raccolti dai filologi tedeschi Hermann Diels e Walther Kranz verso la fine del XIX e l’inizio del XX sec.

Della filosofia greca abbiamo soprattutto fonti indirette. Le opere di Platone e Aristotele riferiscono numerose testimonianze sulla filosofia presofistica e in generale sul pensiero e sulla vita dei filosofi a loro precedenti.

I dossografi Ippolito (III sec.) e Teofrasto (VI sec.) rappresentano un’altra fonte per le convinzioni filosofiche dei pensatori a loro precedenti.

Infine abbiamo l’opera enciclopedica di Diogene Laerzio (III sec. d.c.), cui abbiamo accennato prima. In particolare nel libro IX Diogene Laerzio riferisce che Pitagora (571-570 a.C –490 a.C.) fu il primo a utilizzare il termine «Filosofia».

La Filosofia per Pitagora è amore della sapienza, incessante tensione verso la verità. E tale caratteristica distingue nettamente il sapere umano, sempre proteso verso la verità, da quello divino, che coglie il vero immediatamente nella sua totalità.

Per descrivere la figura del filosofo Pitagora utilizza una metafora, di cui ci riferisce sempre Diogene Laerzio. Egli fa riferimento alle grandi feste di Olimpia, antica città greca in cui si svolgevano, ogni quattro anni, dal 776 a.C. al 393 d.C. i giochi «olimpici». Coloro che si recavano a Olimpia avevano generalmente una motivazione pratica: atleti, allenatori, tifosi, commercianti, clienti. Il filosofo è invece colui che non prende parte alle gare, né si reca a Olimpia per affari o divertimento. Egli intendo solo scrutare ciò che accade. Contempla cioè disinteressatamente la realtà, approfondendo mediante la speculazione le riflessioni legate al «vedere». D’altronde il termine «teoria» deriva dal greco theoreo, che significa «osservare».