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Pellegrini chiude l’avventura olimpica: "Un bel viaggio"

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AGI – “Sono fiera di lasciare una squadra che non è mai stata così forte”. Così ai microfoni Rai una commossa Federica Pellegrini subito dopo la sua ultima gara olimpica, i 200 metri stile libero in cui è arrivata al settimo posto. “Sono contenta, è stato un bel viaggio dall’inizio alla fine, anni e anni di bracciate. Me lo sono goduto, e sono contenta di essere scesa sotto l’1 e 56, il mio miglior tempo stagionale. E’ stata la mia ultina gara di 200 metri a livello internazionali, ma è giusto così: fra pochi giorni avrò 33 anni”.

Perché la “Divina” è nella storia

La più grande di sempre, tra le più longeve nuotatrici del pianeta, la più veloce del mondo sui 200 stile libero, la protagonista di epici e memorabili trionfi, la collezionista di medaglie (ben 180, 129 di esse d’oro dalle Olimpiadi ai Campionati italiani) e trionfi: per tutto questo è la “Divina del nuoto”. Federica Pellegrini, la storia del nuoto azzurro che proprio lei ha proiettato in una dimensione ‘cosmicà, la storia di una fuoriclasse dentro e fuori la vasca, la storia di tanti record, la storia di un carosello di allenatori, amori (Luca Marin e Filippo Magnini) e contratti di sponsorizzazione.

I suoi risultati uniti al suo fisico, alle pettinature (su tutte quella color platino), alle parole, al portamento, hanno bucato la televisione ed è apparsa centinaia di volte sulle prime pagine di riviste patinate di tutto il mondo, dall’Europa all’Asia. Federica Pellegrini ha salutato i 200 stile libero a livello internazionale. C’è ancora tempo, invece, per pronunciare definitivamente la parola ‘fine’ alla carriera che, forse, arriverà dopo l’estate (in autunno?).

Mai nessun’altra nuotatrice al mondo è stata capace di centrare ben cinque finali olimpiche consecutive nella stessa specialità, i 200 stile libero, gara che l’ha vista oro a cinque cerchi 13 anni fa sempre in Asia, ma a Pechino in Cina, e la vede ancora detentrice del record mondiale con 1’52″98, stabilito il 29 luglio di dodici anni fa nelle acque amiche dello Stadio del Nuoto di Roma nella gara iridata.

Al Foro Italico la nuotatrice veneta di Spinea fu la prima al mondo a scendere sotto i 4’00 nei 400 sl e sotto 1’53 nei 200. La campionessa azzurra non è mai entrata a far parte di un gruppo sportivo militare ed è rimasta fedele ai colori del Circolo Canottieri Aniene dove ha ricevuto il supporto del suo primo grande tifoso fuori dalla famiglia, Giovanni Malagò, prima che diventasse presidente del Coni. Federica ha eguagliato, nel numero di finali nella stessa specialità, il più grande di sempre a livello maschile, Michael Phelps. Il ‘proiettile di Baltimora’, 23 ori olimpici, tra Sydney 2000 e Rio de Janeiro 2016 centrò cinque finali nei 200 farfalla vincendo da Atene 2004 all’edizione carioca. In Australia, a 15 anni, arrivò quinto.

La carriera della Pellegrini passa dalle cinque finali olimpiche in 17 anni sui 200 stile libero: argento ad Atene 2004, oro a Pechino 2008, quinto posto a Londra nel 2012, quarto a Rio de Janeiro 2016 e settimo oggi a Tokyo 2020.

Cresciuta sin dall’età di 6 anni con Max Di Mito, dopo l’exploit nella primavera del 2004 venne convocata per le Olimpiadi di Atene. Prima partecipazione a cinque cerchi e subito una medaglia: argento bissato l’anno dopo ai Mondiali di Montreal. A dicembre 2005 la prima affermazione a livello internazionale, l’oro europeo in vasca corta, il 24 luglio 2019 (14 anni dopo) l’oro iridato a Gwangju sull’australiana Ariarne Titmus, oggi campionessa olimpica. Federica nel corso della sua carriera è stata seguita a livello tecnico da ben sei tecnici.

Dopo gli inizi con Di Mito, i tre anni con Alberto Castagnetti, scomparso nell’ottobre 2009 pochi mesi dopo averla portata sul tetto del mondo, quindi nel 2011 tre cambi di allenatore, dall’avventura con Philippe Lucas alla breve parentesi con Federico Bonifacenti, fino a Claudio Rossetto, poi il periodo con Stefano Morini e dal 2017 con Matteo Giunta.

Source: agi


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