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Nita Mirela la donna volante ovvero come ti trasformo un hobby in un lavoro.

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di Ettore Minniti

Voleva fare l’avvocato, purtroppo la povertà della sua terra e della famiglia hanno precocemente infranto i suoi sogni. A vent’anni lascia la sua terra, gli studi universitari in giurisprudenza, saluta i suoi cari e, con una valigia di cartone, parte per l’Italia.

Nita Mirela parte da Costanza, in Romania, con i bus della speranza, senza parlare una parola di italiano, e raggiunge i suoi fratelli a Comiso, alle pendici dei Monti Iblei, patria di Gesualdo Bufalino.

Determinate e decisa non vuole fare la casalinga, la solitudine la stava spegnendo, per prima cosa impara l’italiano ascoltando musica.

Desidera scommettersi nel mondo del lavoro e lo trova nel settore agrumicolo, raccogliendo ortofrutta nelle serre di Vittoria, come tanti suoi connazionali. Un duro lavoro che però la forgiano e la temprano. Dalle serre ai magazzini, si occupa del deposito degli ortaggi, ma non è quello che voleva.

Quando ero piccola — ci racconta Mileta, che oggi parla un fluente e corretto italiano — amavo fare i compiti sul ” mio” albero di noce; portavo con me una coperta e su un grande ramo studiavo. Lì sopra mi sentivo sicura e a mio agio; allora ho pensato perché non valorizzare questa passione in un lavoro”.

Ama fare climbing, arrampicarsi per le irte falesie. Corde, imbrago, discensore, moschettoni, nuts, friends e rinvii i suoi compagni di arrampicata. Uno sport rischioso, ma Mileta non ha paura del vuoto. Con questa passione, a Ragusa apre un’impresa di pulizia. Imbracata, con l’aiuto delle corde, si arrampica, sospesa nel vuoto, verso i piani più alti, per lavare i vetri. Un primo palazzo condominiale da pulire: “Ho compreso allora che mi sarei specializzata nella pulizia esterna degli stabili”. I suoi amici la chiamano la donna volante. I media gli dedicano interviste e servizi per questo suo lavoro particolare. Imbracata o sospesa sui ponti la donna, senza paura, vola in alto. Mirela è riuscita a fare della passione il suo lavoro, ma non solo. Ha realizzato un’impresa di pulizia i cui collaboratori sono tutte donne, per le pulizie ordinarie.

Non solo business, ma anche tanta generosità e impegno per il prossimo. Da Ragusa, l’Impresa al completo, con il suo furgoncino, si reca a Palermo per contribuire a dare una mano, con animo altruista e generoso, per pulire gratuitamente il Loggiato di San Bartolomeo.

Non era mai successoha dichiarato Antonio Ticali, sovrintendente della Fondazione Sant’Elia che si è occupato della riapertura del monumento — che imprese del genere dessero il loro contributo gratuitamente. Nita e le sue collaboratrici hanno lavorato tutto il giorno senza chiedere nulla in cambio.

Ioci dice Nita, con una naturalezza impressionante – “sono innamorata della storia, dell’arte e dei monumenti delle nostre città e se, nel mio piccolo, posso contribuire alla loro manutenzione, lo faccio senza problemi”.

Con un consistente contributo recentemente a Modica è stato aperto un Centro per bambini autistici. Ma volete mettere la soddisfazione di aiutare i bambini più bisognosi?” – continua a raccontarsi con il suo ammaliante sorriso – “Sapere che potranno godere di spazi confortevoli e puliti insieme al lavoro del personale dell’associazione, è per me la ricompensa più grande. Nita, una benefattrice a tutto campo.

Ama gli animali, i cani sono la sua passione. Nita non rinnega certo le sue origini rumene, ma oggi è più italiana e siciliana di tanti natii. Vederla volteggiare nel cielo, ti riempie di ansia e preoccupazione, ma quando scende a terra, con il suo volto sereno e gioioso, ti fa riconciliare con il mondo.

Sono questi i giovani imprenditori che meritano tutta la nostra stima.


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