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Mosca: “La crisi del grano è il risultato di azioni distruttive dell’Occidente”

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AGI – La Russia ha affermato che l’aumento dei prezzi dei cereali, che ha sollevato i timori di una crisi alimentare globale, è il risultato di azioni “distruttive” dell’Occidente, non del blocco delle esportazioni dall’Ucraina.

Per spiegare l’aumento dei prezzi dei cereali, per cui Mosca ha rimandato al mittente le accuse di bloccare l’export agricolo dell’Ucraina, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha elencato alcune ragioni: “Errori sistematici dell’Occidente nella previsione delle sua politiche agricole; l’inflazione globale causata dai miopi meccanismi finanziari e monetari che l’Occidente ha usato durante la pandemia; la mal concepita transizione dei Paesi dell’Europa e del Nord America verso l’energia verde; le sanzioni illegittime che perturbano il funzionamento delle consuete catene merceologiche”.

La portavoce della diplomazia russa ha poi concluso il suo post ricordando che sulla possibilità di una carestia, “gli esperti sono sempre più inclini a uno scenario pessimistico”. “Di questo dovrebbero essere incolpati i regimi occidentali che agiscono da provocatori e distruttori”, ha denunciato.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che sono in corso “negoziati difficili” per sbloccare i porti ucraini e alleviare così la crisi alimentare che ha conseguenze gravi in tutto il mondo. Per il leader di Kiev, l’Africa è “ostaggio” dell’invasione russa dell’Ucraina che ha contraccolpi sulle esportazioni di grano e l’impennata dei prezzi.