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Leggere fa bene. Difendiamo le librerie.

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Di Ettore Minniti

Ci è sempre stato detto che leggere è importante. Colui che legge tanto sa anche scrivere bene. Leggere apre la mente, perché accresce la nostra cultura. Nei libri di narrativa ci si immedesima nella vita del protagonista, vediamo il mondo che ci circonda attraverso i suoi occhi. L’intelligenza emotiva ne esce rafforzata. Si migliora la capacità di scoprire le emozioni delle altre persone. Aiuta a comprendere le relazioni sociali.

Umberto Eco affermava: Leggere racconti significa fare un gioco attraverso il quale si impara a dar senso alla immensità delle cose che sono accadute e accadono e accadranno nel mondo reale. Leggere, dunque, è come una palestra per la vita di ognuno di noi. Impariamo, a volte, che non tutto va come vogliamo. Quando ci immedesimiamo in un romanzo dobbiamo sempre ricordarci che, purtroppo, non teniamo noi le redini della storia. A volte il nostro personaggio preferito muore, o succede qualcosa che non avevamo previsto o con le quali non eravamo d’accordo. Eppure, come sostiene Umberto Eco, questo è un altro grande insegnamento che la lettura ci offre. Prendiamo a esempio il capolavoro di Melville Moby Dick, Eco afferma che: La vera lezione di Moby Dick è che la Balena va dove vuole.

Leggere è un modo per conoscere noi stessi. Le parole contenute nei libri fanno scaturire in noi emozioni, riflessioni, pensieri, che ci permettono di esplorare la nostra interiorità.

In questo periodo di pandemia, però, è entrato in crisi il settore librario. Occorre che il Governo sostenga l’intera filiera con strumenti economici adeguati, perché non possiamo permetterci un Paese senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori.

Furio Ceciliato, Presidente dell’Associazione Italiana Biglietti Augurali, schierandosi a sostegno di tutto il mondo delle cartolerie e librerie italiane, ha dichiarato «Questo settore, infatti, è stato tra i più colpiti dalla crisi causata dalla diffusione del coronavirus, dapprima con la chiusura delle scuole, in seguito con i lockdown applicati in tutta Italia. Ho chiesto che venga riconosciuto il valore non solo economico ma sociale e culturale che queste attività rappresentano nella vita quotidiana del popolo italiano».

Secondo l’ultima indagine sul mercato dell’editoria libraria in Italia, relativa al 2018, la libreria resta il canale di vendita privilegiato dai lettori e dai giovani: è qui che lo scorso anno si sono rivolti il 69% degli acquirenti. Cresce il peso delle librerie online, che rappresentano il 24% degli acquisti di libri, rispetto al 3,5% del 2007, mentre la grande distribuzione copre il 7% delle vendite (era il 17,5% nel 2007, l’8,7% nel 2017). Cresce (anche se più debolmente rispetto agli anni 2010-2016) il mercato degli e-book, che ha raggiunto quota 67 milioni di euro, pari a circa il 5% del mercato della “varia” (fonte www.valori.it).

Un settore in crisi dicevamo. E’ arrivato il momento di aiutarlo attraverso una riduzione delle tassazioni e non solo. Le librerie sono presidi culturali. Il libraio conosce bene le esigenze del cliente lettore. La libreria si pone come punto di raccolta di persone e centro produttivo di cultura.

L’auspicio che le forze politiche rivedano la legge “Levi” n.128 del 2011 sul prezzo dei libri: analisi, sviluppi e prospettive per favorire la lettura in Italia. Tale disciplina mirava a contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione. La legge aveva introdotto una disciplina specifica in merito alle vendite al pubblico di libri, in particolare prevedendo limiti agli sconti applicabili che non possono essere superiori al 15% del prezzo di copertina. Tale legge è stata censurata dall’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato italiano, che ha espressamente indicato che: “la previsione di tetti massimi agli sconti sul prezzo dei libri possa limitare la libertà di concorrenza dei rivenditori finali, senza produrre sostanziali benefici per i consumatori in termini di servizi offerti o di ampliamento del numero di libri immessi sul mercato” (Relazione al Governo italiano 2.10.2012 “Proposte di riforma concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza anno 2013”).

Nel frattempo, sul mercato irrompe la distribuzione online (il colosso Amazon la fa da padrone) che mette in serio rischio la sopravvivenza delle piccole e medie librerie.

In conclusione leggere rende più sociali e cittadini consapevoli. Abbiamo, con la nostra scrittura, contribuito a creare una comunità, con un obiettivo comune: leggere un buon libro fa bene alla persona.

L’appello di Confedercontribuenti è quello di regalare per questo Natale un libro acquistato nella libreria sotto casa.


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