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La svolta democratica in Cile

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di Giuseppe Accardi

Ritorna la Democrazia in Cile, con la storica vittoria di Gabriel Boric, il più giovane presidente eletto, esponente di Convergencia Social e rappresentante del Fonte Ampio della sinistra Cilena, che ha prevalso ai ballottaggi contro il candidato di estrema destra José Antonio Kast, deputato del Frente Social Cristiano.

Dunque si respira aria di cambiamento in Cile, dove negli ultimi 2 anni gli avvenimenti hanno cambiato radicalmente la storia di questo paese, segnando una frattura col passato e aprendo una nuova fase di completa autodeterminazione della popolazione cilena. Già nell’ottobre 2020, con una larghissima maggioranza degli elettori (77,6%), il paese ha deciso di sostituire la storica Costituzione (Magna Carta) redatta durante il periodo della dittatura militare di Augusto Pinochet (1973-1990) con una nuova carta costituzionale. L’organo incaricato di redigere la nuova Carta Costituzionale lavora sodo per partorire la base giuridica del paese, frutto del lavoro di un’Assemblea Costituente al cui interno si è cercato di dare voce al pluralismo etnico e politico del paese e ad una tutela di ogni tipo di minoranza.

La scelta di 17 milioni di cileni è stata premiata dalla recente elezione del leader della sinistra Gabriel Boric, il quale con una qualificata maggioranza (55,86%) è riuscito ad aggiudicarsi il ballottaggio contro il suo diretto concorrente, il candidato Kast, ultraconservatore e rappresentante della tradizione autoritaria della destra militare nonché simpatizzante del Primo ministro brasiliano Jair Bolsonaro.

La vittoria di Boric apre scenari interessanti per un paese segnato da pratiche dittatoriali e repressive che ne hanno accompagnato gli ultimi 40 anni di storia e che finalmente assiste al trionfo della democrazia e della libertà, un ritorno allo stato di diritto che da Allende in poi rischiava di essere obliato. Oggi più che mai l’America latina si può riscoprire baluardo di democrazia e socialismo, di libertà e diritti, di sovranità e autodeterminazione. Esempi come il Cile e La Bolivia sono emblematici, sicuramente da prendere in considerazione in un panorama internazionale sempre più globalizzato ma che sempre più pretende di essere a trazione Occidentale.