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La spiaggia di San Teodoro studia il numero chiuso 

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AGI – Due spiagge a numero chiuso e una contingentata sulle coste di San Teodoro (Nuoro), fin dall’estate prossima: al momento è solo un’ipotesi, ma l’amministrazione comunale di una delle località balneari pià amate e visitate della Sardegna vuole fare sul serio. Il Comune valuta la possibilità di limitare gli accessi, su prenotazione, a Cala Brandinchi e Lu Impostu e di contingentarli, ma senza prenotazione alla Cinta.

I mesi interessati, nel caso quest’orientamento fosse confermato, saranno luglio e agosto, ma si potrebbe iniziare gia’ dal 15 giugno. In gioco c’è non solo il benessere delle decine di migliaia di turisti, provenienti perlopiù dal nord Italia, che, ogni anno, scelgono per le proprie vacanze la destinazione sulla costa orientale dell’isola – oltre 110 mila solo nel 2021 – ma anche e soprattutto la tutela di un ecosistema fragile e prezioso, sempre più provato dal crescente carico antropico estivo. Una scelta sperimentata anche in altri comuni costieri della Sardegna, come Stintino (Sassari) per La Pelosa.

Le conseguenze dell’affollamento

San Teodoro è il terzo comune in tutta la Sardegna che, nell’estate 2021, ha aumentato il suo fatturato rispetto al 2019, dopo Olbia e Arzachena, nel Nord-Est dell’isola. Si contano più di 12 mila seconde case nel paese, che da ottobre a maggio ha poco meno di 5 mila residenti: un aumento di popolazione abnorme che rischia di depauperare un patrimonio naturalistico unico.

Ma a risentirne è anche l’esperienza dei visitatori: ogni attività comporta lunghe code, dagli acquisti al prelievo Bancomat, fino all’accesso alle spiagge, con famiglie che si mettono in viaggio alle 6 del mattino pur di riuscire a trovare un angolo vista mare ancora disponibile. Una situazione che è ormai emergenza e che la sindaca, Rita Deretta, vuole sanare al più presto.

Le ipotesi della sindaca

“Nessun allarme per i turisti, anzi”, precisa la prima cittadina, interpellata dall’AGI. “Quel che vogliamo fare non è chiudere le spiagge, ma è, anzi, permettere di migliorare la loro esperienza di viaggio: ad esempio, con un sistema di prenotazione, vedremo con quale strumento tecnologico, che permetta loro di non fare levatacce per godersi le spiagge uniche di San Teodoro”.

“Penseremo sì a una riduzione degli accessi, ma sulla base dei risultati degli studi in nostro possesso riguardo al carico antropico che possono sopportare i nostri litorali”, precisa Deretta.

Un modello più sostenibile

Un dato su tutti? La spiaggia della Cinta: tre chilometri di litorale che in estate ospitano ogni giorno dalle 7 mila alle 10 mila persone contemporaneamente. Un’esperienza al limite per i bagnanti e anche un impatto fortissimo sull’arenile, per la cui tutela l’amministrazione sta anche valutando l’ipotesi di modificare la raccolta dei rifiuti: l’obiettivo è eliminare in alcune spiagge i cestini dell’immondizia, in modo che i bagnanti riportino la spazzatura a casa e la smaltiscano adeguatamente.

Il progetto è ancora al vaglio: saranno probabilmente necessari la modifica del Piano di utilizzo dei litorali e poi il passaggio in Giunta. “Il turismo è la nostra ricchezza, e intendiamo far sapere ai turisti che le nostre bellezze non terminano con le spiagge”, sottolinea la sindaca di San Teodoro. “Dal parco di Punta Molara a Monte Nieddu, fino alla laguna di San Teodoro con i suoi fenicotteri, i percorsi naturalistici che il territorio offre sono di grande valore”.

Il gemellaggio con l’entroterra

Il comune costiero punta anche su gemellaggio con altri centri del Nuorese e della Gallura. “Sarei anche disponibile a mettere a disposizione la Piazzetta centrale per degli stand espositivi dei paesi dell’entroterra”, propone Deretta. “Fare rete consentirebbe a tutti gli attori del territorio di trarne vantaggio e di offrire ai visitatori un’esperienza ancora più emozionante”.

Source: agi


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