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La sfida di Atlantia al governo: stop agli investimenti straordinari

Il Cda di Atlantia ha deliberato di “dare indicazione alla propria controllata Aspi – ferma restando la sua facoltà di avvalersi di tutti gli strumenti convenzionali a propria tutela nei tempi e con le modalità previste – di utilizzare il finanziamento di Atlantia di 900 milioni di euro per garantire manutenzioni e investimenti per la sicurezza della rete, nel rispetto di tutti gli obblighi esistenti, rinviando di conseguenza la realizzazione di altri investimenti una volta rinvenute le necessarie dotazioni finanziarie”. E’ quanto si legge in una nota.

Il CdA di Atlantia, “pur continuando a confidare in una rapida e positiva soluzione della vicenda di Aspi, non ha potuto che deliberare “di dare mandato ai propri legali di valutare tutte le iniziative necessarie per la tutela della società e del Gruppo, visti i gravi danni”. 

La situazione di incertezza su Autostrade per l’Italia continua a provocare gravi danni all’azienda, sottolinea il Cda di Atlantia che si è riunito in via straordinaria per analizzare la situazione della propria controllata. “Tale contesto ha determinato e continua a determinare gravi danni all’intero Gruppo e genera preoccupazione sul mercato e a tutti gli stakeholder, in Italia e all’estero, dove il Gruppo opera in 23 Paesi”.

l Consiglio di Amministrazione di Atlantia, spiega ancora la nota, riunitosi in seduta straordinaria in data odierna, ha analizzato la situazione complessiva della propria controllata Autostrade per l’Italia (Aspi). Il CdA ha preso atto che, “ad oggi, non è ancora pervenuta alcuna risposta alla proposta formale inviata da Aspi al ministero delle Infrastrutture e Trasporti lo scorso 5 marzo, al fine di trovare una soluzione condivisa relativamente al procedimento di contestazione in corso ormai da quasi due anni”.

Mentre Aspi, prosegue la nota, “sta sostenendo tutti gli oneri per la costruzione del nuovo ponte di Genova (ormai completato) e ha immediatamente attivato i risarcimenti a persone e imprese, esternalizzando inoltre il sistema di ispezione delle infrastrutture, la situazione di incertezza continua purtroppo a protrarsi, pur avendo autorevoli esponenti dell’esecutivo manifestato pubblicamente, fin dallo scorso febbraio, la propria disponibilità a valutare le proposte di Aspi, e dichiarato inoltre, a fine aprile, l’avvenuta conclusione dell’analisi del dossier”. 

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Fonte: economia agi

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