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La dismorfofobia e la pericolosità delle diete online

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Si tratta di un disturbo psicologico che prevede la preoccupazione cronica e immotivata per una determinata parte del corpo, con l’idea del magro come bello e del grasso come assolutamente negativo. Ma la conquista più grande non è perdere peso bensì accettarsi in maniera sana e consapevole, attraverso un percorso di crescita psicologica volto al bene personale e non seguendo improbabili diete

di Angela Medda

Quanti, almeno una volta nella vita (che fosse in prossimità dell’estate o prima di un evento importante) si sono messi a cercare su Internet ‘metodi efficaci per dimagrire in 7 giorni’ oppure ‘diete ipocaloriche per perdere 2 kg al giorno’?
D’altronde quello del peso è sempre stato un argomento spinoso e oggetto di importanza per la maggior parte delle persone, nel passato e tutt’ora al giorno d’oggi: si tratta infatti di un canone sociale che acquisisce una sfumatura diversa a seconda del periodo storico o culturale in cui è inserita (per esempio nell’antica Grecia o durante il periodo rinascimentale italiano la magrezza
non era contemplata, in quanto sinonimo di povertà). Nell’epoca moderna questa concezione è cambiata, formando l’idea del magro come bello, e del grasso come assolutamente negativo.
Questi standard sociali possono diventare nocivi per molti, sopratutto giovani, che vanno incontro ad un processo interiore complesso e pericoloso, non solo per la salute fisica ma anche per quella psicologica.
Quando, guardandosi allo specchio, ci si focalizza soltanto su una o più parti del proprio corpo, iniziando ad ossessionarsi con queste ultime poiché visivamente percepite come non esteticamente belle, si parla di dismorfofobia: si tratta di un disturbo psicologico che prevede la preoccupazione cronica e immotivata per una determinata parte del corpo. Le persone affette da
tale disturbo, solitamente adolescenti di ambo i sessi, mettono in atto varie compulsioni al fine di esaminare, cambiare o nascondere il presunto difetto, arrivando a focalizzarsi solo su quello per la totalità del tempo. La maggior parte di queste persone ha difficoltà nel tenere sotto controllo le proprie preoccupazioni, arrivando anche a non uscire più di casa isolandosi dall’esterno.
Tali difetti possono essere di varia natura, ma principalmente si è riscontrata un’incidenza maggiore sull’ambito corporeo; tale ossessione può portare il soggetto a non mangiare più adeguatamente, ricercando metodi poco idonei e salutari per perdere peso (come quello citato precedentemente delle diete online) e andando incontro ad ulteriori disturbi quali anoressia, bulimia o obesità, che hanno un impatto ancora più pericoloso sulla salute, che invece promuove l’equilibro tra un’alimentazione sana (e non privante o eccessiva) e uno stile di vita attivo.
Come detto precedentemente questo processo è fomentato dalla cultura sociale e moderna, nella quale si propongono continuamente immagini e ideali poco realistici della natura umana, propinati continuamente tramite tv, social media, giornali o pubblicità. Un adolescente in fase di sviluppo, che si trova costantemente e quasi inconsciamente davanti tali immagini, si forma mentalmente l’idea che per essere socialmente accettati, avere successo o piacere, sia necessario possedere determinati requisiti estetici. Ciò porta l’individuo a paragonarsi costantemente con gli altri, ricercando ogni metodo possibile per migliorarsi (anche a discapito della propria salute fisica e
psicologica) e a non essere mai soddisfatti.
Perciò quando la cultura di massa s’intreccia con le insicurezze di una persona, il disagio provato da quest’ultima la porta a ricercare qualsiasi metodo per contrastarle; uno dei più accreditati è quello di fare delle ricerche online e trovare delle soluzioni immediate al ‘problema’. Tali soluzioni
non sono idonee per la maggior parte degli individui e tendono a far anche peggio, alimentando, per esempio, i disturbi alimentari: solo in Italia i disturbi alimentari riguardano più di tre milioni di persone, di cui il 95,9 % sono donne e il 4,1% uomini; il raggiungimento di un ideale estetico diventa così prominente da debilitare la quotidianità di questi individui.
La pericolosità non risiede solo nel contenuto irrealistico di tali metodi alternativi, ma si basa anche sul fatto che si tratta di ‘fai da te’, che non richiede quindi l’intervento di uno specialista del settore disposto a trovare una soluzione adeguata al problema, che si tratti di un nutrizionista/dietologo e psicologo.
Ultimamente pero, è entrato in voga il concetto di ‘Body Positive’ (letteralmente ‘corpo positivo’) secondo cui tramite alcuni canali social, si cerca di mandare dei messaggi positivi di accettazione personale, idea abbracciata anche da alcune celebrità o persone con un seguito rilevante, in modo che tale idea possa essere raggiunta da più persone possibili; perciò, tramite alcuni media, si cerca di contrastare quelle immagini fittizie che gli stessi mandano costantemente, cercando di ‘sistemare’ il problema e promuovendo l’idea che la conquista più grande non è quella di perdere quei 7kg, ma di accettarsi in maniera sana e consapevole, attraverso un percorso di crescita psicologica volto al bene personale, e non seguendo improbabili diete.