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Italia, turismo in ripresa dopo 2 anni di crisi

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Sono stati due anni durissimi per l’intero comparto turistico del nostro paese. Una crisi che ha interessato l’intera filiera e che si è cercato di tamponare con interventi straordinari come il bonus vacanze del 2020, misura del governo Conte bis per arginare la crisi del settore.

Eppure, sia il turismo domestico che quello dall’estero – con flessione ancora più significativa – hanno avuto un calo nettissimo nel 2020 a causa della pandemia, e una ripresa solo timida nel 2021. Lockdown e restrizioni avevano spinto i turisti a rimanere a casa, tanto che siti di iGaming come Zet Casino hanno raggiunto incrementi di traffico anche del 300%.

Il 2022 sembra però aver finalmente fatto rinascere il comparto in termini di accessi e di fatturato. Secondo le previsioni di fine luglio, l’estate del 2022 dovrebbe registrare l’afflusso di oltre 27 milioni di turisti italiani.  I valori non sono ancora quelli del 2019, quando l’afflusso fu di 31,4 milioni di italiani.

Per quanto riguarda invece l’arrivo di stranieri in Italia, le stime sono meno precise ma Federturismo parla di un aumento del 25% rispetto al 2021. I numeri non sono ancora da record ma la ripresa c’è e si vede, anche secondo i commenti degli operatori del settore.

Secondo le parole della presidente di Federturismo Marina Lalli, la preoccupazione invece riguarda l’assenza di turisti cinesi e russi, importanti non tanto per i numeri ma per l’alta spesa procapite che ha costituito in passato linfa vitale per alberghi, ristoranti, bar e anche per i negozi. Soprattutto nel caso dei russi, la situazione internazionale del resto non  fa prevedere una ripresa dei flussi nel breve termine.

Una ripresa con delle ombre

Fin qui, il quadro sembrerebbe incoraggiante ma la soddisfazione per la ripresa non può far trascurare aspetti critici che si sono palesati a partire dalla fine dello scorso anno, e si sono amplificati dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Si tratta, com’è noto, dell’aumento dei costi di elettricità e gas, che ad aprile 2022 avevano già fatto segnare per le imprese del terziario un aumento del 140% e che negli ultimi mesi stanno ancora lievitando, con aumenti che in alcuni casi hanno sfiorato il 400% rispetto all’anno precedente.

L’aumento dell’elettricità ha inoltre una ricaduta non solo diretta nel costo delle bollette, ma, unita ad un più generale fenomeno inflazionistico, sta facendo aumentare anche il costo di molti beni, alimentari e non, e il comparto turistico ne è evidentemente fortemente influenzato.

Dunque, se il governo che verrà determinato dalle prossime elezioni del 25 settembre non riuscirà ad intervenire in modo radicale sul problema, la ripresa del turismo rischia di trasformarsi in una “vittoria di Pirro” perché molte imprese rischiano di non riuscire a sostenere gli aumenti.

In alternativa, esse dovranno caricare gli aumenti sul prezzo finale per gli utenti, rendendo però il nostro turismo molto meno competitivo per quanto riguarda i flussi dall’estero, e con il rischio di nuove difficoltà anche per le famiglie italiane, a loro volta già messe a dura prova dai forti aumenti di bollette di elettricità e riscaldamento che potrebbero aumentare ancora dal prossimo autunno.

Ripresa del turismo anche in Piemonte

L’aumento dei flussi ha interessato anche il Piemonte. Secondo quanto dichiarato dalla presidente di Terranostra Piemonte Stefania Giardinetti si è in particolare registrato un boom nei 300 agriturismi sparsi nella regione, grazie anche alla qualità dell’offerta ricettiva.

In generale, secondo quanto riportato dall’Osservatorio per il Turismo della Regione, si è registrato un aumento delle presenze del 40,1% nel mese di luglio e del 26,4% ad agosto, con numeri che si stanno riavvicinando a quelli pre-Covid.

Il Piemonte offre ai turisti un’offerta estremamente variegata, e grazie al suo estesissimo territorio composto da 1046 comuni, offre anche valide alternative a quei turisti che puntano al relax lontano dalle grandi città. Laghi, montagne, colline e pianure: ce n’è per tutti i gusti e si spera che il 2023 possa essere l’anno della definitiva ripresa del settore, crisi internazionale permettendo.