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Incentivare il pagamento con carta. Rendere quasi nulle le commissioni.

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da Redazione

I pagamenti digitali, che per anni sono andati a rilento, hanno ricevuto una spinta dopo l’esplosione dell’emergenza legata al Coronavirus. Ovviamente tutto questo ci allinea agli altri Paese ad economia avanzata e costituisce un contrasto reale all’evasione fiscale e al riciclaggio del denaro sporco delle mafie. Al governo, che entro dicembre dovrà varare il piano «cashless», chiediamo di intervenire in favore degli esercenti, imponendo di abbassare in maniera rilevante i costi delle transazioni e creando una “franchigia” senza addebito di commissioni per transazioni fino a 20 euro, prevedendo solo una valuta di due giorni. Vedremo le prossime mosse e presto ci renderemo conto se si farà il gioco delle banche e dei grandi operatori finanziario o finalmente prevarrà il buon senso e l’interesse del Paese.

Nei primi sei mesi del 2020, segnati dall’emergenza Covid-19, i pagamenti digitali sono scesi (-6,3%) ma decisamente meno dei consumi complessivi.   Per evitare i contanti e ridurre al minimo i contatti e il rischio di contagio gli italiani si sono indirizzati verso i pagamenti da smartphone in negozio (+80% rispetto al primo semestre 2019) e verso i pagamenti con carta contactless, che a fine anno raggiungeranno un valore tra i 74 e gli 80 miliardi di euro. «Nel semestre più difficile dell’economia italiana, al netto di una riduzione generale dei consumi, alcuni indicatori relativi ai pagamenti digitali risultano in netta crescita» dichiara Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. «Da gennaio a giugno 2020 sono infatti state registrate 760 milioni di transazioni contactless. Una crescita  – prosegue – sostenuta dal sempre maggior numero di carte di questo tipo in circolazione, che testimonia come questa modalità di pagamento sia ormai entrata nelle abitudini degli italiani anche per motivazioni di maggior sicurezza e igiene .

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