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In treno da Firenze a Ravenna sulle tracce di Dante

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Il viaggio nei luoghi della vita e della poesia del Sommo Poeta, dalla città in cui nacque a quella che ne ospita la tomba, ci restituisce, oltre alla profondità sempre nuova della nostra memoria, soprattutto un presente pallido, smarrito, timido e sfuggente

di Gianni De Iuliis

Il 6 giugno è partito dalla stazione fiorentina di Santa Maria Novella, con a bordo il ministro della Cultura Dario Franceschini, il viaggio inaugurale del treno storico dedicato a Dante Alighieri. Il convoglio, trainato da motrice a vapore, collega la città in cui il Sommo Poeta nacque con quella che ne ospita la tomba.
L’iniziativa rientra tra le attività che si stanno moltiplicando in Italia per la celebrazione del settecentesimo anniversario della morte di Dante.
Un Dante on the road in effetti non è assolutamente una novità. A tal proposito vorremmo consigliare ai nostri lettori un testo di Giulio Ferroni, “L’Italia di Dante. Viaggio nel Paese della Commedia”, edito da La Nave di Teseo nel 2019.
L’incipit dell’opera: «Da tempo pensavo di fare un viaggio dantesco: tornando ogni volta alla lettura della Commedia o al semplice ricordo mentale di qualche verso o terzina, venivo ogni volta catturato dal modo in cui essi danno evidenza ai luoghi, li fissano in un’assoluta presenza che è tanto più urgente quanto più è data da una voce che reca in sé il segno della distanza; voce lontana, in cui si addensa un altro tempo, l’eco di ciò che era il mondo quando essa si pronunciava. Pensavo ai luoghi detti da Dante e a ciò che essi sono oggi: divenuti, pieni di vita o di disgregato silenzio, rinnovati o franati, tra persistenti tracce di ciò che era allora e segni di tutto ciò che è passato su di essi nel tempo. Luoghi d’Italia, di questa Italia che ho attraversato e vissuto nei miei anni, con la sua bellezza e il suo sfacelo; luoghi della vita e della poesia, la cui consistenza e il cui stesso habitat si sono coniugati con tanta poesia e letteratura, che li ha toccati nel corso del tempo, che ne ha interrogato il carattere, che li ha fatti riconoscere, comprendere, amare. Luoghi che Dante ha direttamente conosciuto e toccato nella sua vita o di cui soltanto ha sentito parlare o ha letto, ma di cui sa comunque far percepire tutta la concreta, resistente realtà».
Giulio Ferroni compie un vero e proprio viaggio all’interno della letteratura e della storia d’Italia. Ci rilascia una mappa del nostro paese illuminata dai luoghi che Dante racconta in poesia. È interessante il percorso diacronico e sincronico, in una magia spazio-temporale che unisce passato e presente, nord e sud. La bellezza della nostra terra è trafitta dalla violenza del passato e dalla decadenza del presente, mettendo in evidenza la storia, l’arte e la cultura italiane, dalle Alpi alla Sicilia, senza tacere di ciò che la insidia. La parola di Dante, sussurrata, seconda tale metodologia on the road, sembra animare un dialogo tra passato e presente, con l’intento di aiutarci a riconoscere realmente il luogo ove viviamo.
Il viaggio del treno storico Firenze-Ravenna, insieme al viaggio di Ferroni, ci restituiscono, oltre alla profondità sempre nuova della nostra memoria, soprattutto il presente pallido, smarrito, timido e sfuggente.
Concludiamo con le parole di Ferroni:
«La geografia come conoscenza dei luoghi, della loro specifica collocazione, è qualcosa che si sta perdendo: in effetti essa si collega a scienze e tecniche sempre più determinanti nel mondo contemporaneo, riservate a pochi scienziati e programmatori, mentre le grandi masse e i giovani sembrano sempre più ignorarla e tanti intellettuali si lasciano prendere da fantasie di alleggerimento dello spazio, di una sua presunta simultaneità, trasversalità, ubiquità disegnata dalla sua virtualizzazione informatica».


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