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HomeAgi"In futuro potremo dedicare solo 1% della vita al lavoro. Serve ridistribuire la ricchezza"

"In futuro potremo dedicare solo 1% della vita al lavoro. Serve ridistribuire la ricchezza"

Non risponde alle domande sulla manovra: “Non è questo l’argomento della conferenza”. Respinge le domande dei cronisti che gli chiedono se graverà sul peso delle nuove generazioni: “È un suo punto di vista”. Poi Davide Casaleggio, nel giorno dell’accordo sul deficit nella prossima legge di bilancio, racconta alla platea riunita a Roma per una conferenza sull’impatto delle nuove tecnologie sul lavoro possibili effetti, e necessarie contromosse da pensare come sistema Paese per non subire l’innovazione "che arriva e non chiede il permesso", ma governarla. “Sono diversi anni che studio questi fenomeni”, ha esordito. “Siamo nel mezzo di una nuova rivoluzione industriale che sta cambiando la produzione di beni e servizi. Storicamente ogni introduzione di nuove tecnologie ha comportato da un lato un aumento della produzione, dall'altro una diminuzione delle ore dedicate al lavoro”.

Con nuove tecnologie della produttività dedicheremo solo l'1% della vita al lavoro

E poi aggiunge una formula che è il risultato di uno studio che sta conducendo su questo argomento: “Per ogni aumento di dieci volte della produttività, il tempo che dedichiamo al lavoro diminuisce di un quarto. Secondo questi trend si può prevedere che se la produttività aumentasse di 60 volte, noi in futuro potremo dedicare solo l'1% delle nostre vite al lavoro. E questo processo oggi con le nuove tecnologie è incredibilmente più veloce. Davanti a questi cambiamenti è doveroso non farsi trovare impreparati e immaginare nuove forme di redistribuzione del reddito insieme a piani per investimento in nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale e la Blockchain". Secondo i dati raccolti dal numero uno della Casaleggio Associati, l’impatto dell’Intelligenza artificiale sulla poduttività in Italia sarà del 12%, un numero considerevole, ma molto inferiore rispetto a quello dei paesi che più e meglio hanno digitalizzato come Svezia e Germania, dove la percentuale sale al 40%.

A questo si aggiunge una seconda tendenza possibile, per certi versi contraria a quella degli ultimi decenni: “Robot e intelligenza artificiale potranno riportare le imprese a produrre valore e beni nei paesi d’origine. È il caso dell’Adidas, che dopo aver delocalizzato in India per il basso costo della manodopera, è tornata a progettare fabbriche in Germania”, riferendosi all'annuncio fatto dalla società lo scorso gennaio 2017 di tornare a produrre in Europa. Alla conferenza 'Dagli Elettroni al Bit. Le trasformazioni del lavoro nel settore elettrico', organizzata da Anev (Associazione nazionale energia del vento), Elettricità Futura (Associazione delle imprese elettriche italiane) e Utilitalia (Federazione delle imprese acqua ambiente ed energia) Casaleggio ha spiegato inoltre perché davanti alla sfida delle nuove tecnologie, diventano centrali il tema della redistribuzione del reddito e della formazione saranno.

La necessità di redistribuire il reddito, e quello di cittadinanza 

Il reddito di cittadinanza, ha aggiunto, “è una misura che va in questa direzione perché consente a chi è rimasto fuori dal mercato del lavoro di reinserirsi con un percorso di formazione. Dobbiamo abituarci all'idea che il futuro del lavoro passa anche dalla formazione continua". Casaleggio inoltre mette in guardia dal non farsi trovare impreparati davanti all'arrivo di nuove tecnologie: "L'innovazione arriva e non chiede il permesso", ha detto, "dobbiamo gestire l'arrivo di queste tecnologie, altrimenti qualcun altro ce le vendera' o saremo costretti a diventare i cinesi del mondo. Per questo è necessario prepararsi per essere noi a portare avanti questa rivoluzione muovendoci prima degli altri", ha poi concluso.

@arcangeloroc

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Fonte: economia agi

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