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Il Papa: è legittimo difendersi con le armi

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La difesa è “una espressione di amore alla Patria. Chi non si difende, chi non difende qualcosa, non la ama, invece chi difende, ama”.

di Ettore Minniti

 

Può l’aggredito difendersi dall’aggressore? Se la risposta è affermativa, quando può farlo e con quali condizioni?

Papa Francesco non ha dubbi sull’utilizzo delle armi in Ucraina per scopi difensivi: “Questa è una decisione politica, che può essere morale, moralmente accettata, se si fa secondo le condizioni di moralità, che sono tante e poi possiamo parlarne. Ma può essere immorale se si fa con l’intenzione di provocare più guerra o di vendere le armi o di scartare quelle armi che a me non servono più”.

Traduzione del pensiero del Vescovo di Roma: la difesa è sempre legittima.

La motivazione è quella che in gran parte qualifica la moralità di questo atto. Difendersi è non solo lecito, ma anche una espressione di amore alla Patria. Chi non si difende, chi non difende qualcosa, non la ama, invece chi difende, ama”.

Tutti parlano di pace oggi” – prosegue Bergoglio – “Da 70 anni le Nazioni Unite parlano di pace, fanno tanti sforzi di pace. In questo momento tante guerre sono in corsa, quelle che lei ha menzionato, l’ Ucraina, la Russia sono in guerra, anche Azerbaijan e Armenia sono in guerra, adesso si è fermata un po’…perché la Russia si è fatta avanti come garante, fa la pace qui e la guerra lì… poi c’è la Siria, 10 anni di guerra, cosa succede lì che non si ferma, quali interessi muovono queste cose, poi c’è il corno d’Africa, poi Mozambico, poi l’Eritrea, l’ Etiopia, poi Myanmar con questo popolo sofferente, che io amo tanto che il popolo Rohinja, che  gira come uno zingaro, stiamo in guerra mondiale. Io ho un ricordo personale di quando ero bambino, avevo nove anni. E ricordo che si sentì suonare l’allarme di un giornale, il più grande di Buenos Aires, e quel tempo per festeggiare o per una brutta notizia suonava quello e si sentiva in tutta città. Ho chiesto mamma cosa succede? Eravamo in guerra, anno 45. Una vicina viene a casa a dirci che era suonato l’allarme, e piangeva: È finita la guerra. Io oggi vedo mamma e la vicina piangere di gioia per la fine della guerra. In un paese sudamericano che era lontano, queste donne sapevano che la pace era più grande di tutte le guerre. E piangevano di gioia che era stata fatta la pace. Io mi domando se oggi siamo col cuore educato per piangere di gioia quando vediamo la pace. Tutto è cambiato. Se non fai guerra non sei utile. Poi la fabbrica delle armi, questo è un negoziato (affare) assassino, qualcuno mi diceva che capisce di statistiche che se si smettesse per un anno di fare armi si risolverebbe tutta la fame nel mondo, non so se sia vero o no. Ma niente fame, educazione…non si può perché si devono fare le armi.

Papa Francesco ritiene che sia un dovere tenere aperta la porta verso la Russia: “Si dialoga con tutti anche quando è difficile, quando c’è puzza”. E lo dice portandosi le mani al naso, con un gesto eloquente.

E come non essere d’accordo con Papa Francesco, sì! la difesa è sempre legittima e non puoi difenderti di fronte ad un energumeno solo con le mani se sei gracile e non puoi rispondere ad un bazuca con una pistola ad acqua, non puoi nemmeno arrenderti senza colpo ferire o senza condizioni, anche quando sai che il tuo avversario è più forte, soprattutto se ad essere sopraffatto è una nazione, un popolo, degli inermi cittadini, perché: la difesa è “una espressione di amore alla Patria. Chi non si difende, chi non difende qualcosa, non la ama, invece chi difende, ama”.