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Il centenario della nascita di Turi Ferro

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di Redazione

Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Turi Ferro, il grande attore catanese fondatore del Teatro Stabile della sua città, che è stato tra i maggiori interpreti delle opere teatrali dei più grandi autori siciliani, da Pirandello a Leonardo Sciascia, da Nino Martoglio a Rosso di San Secondo.

E sarà proprio la conoscenza profonda di questi autori che permetterà a Turi Ferro di calarsi in ogni personaggio con straordinaria naturalezza, facendone risaltare in modo vivido sulla scena ogni sfumatura caratteriale e psicologica.

Figlio d’arte, cominciò fin da piccolo a calcare le scene con la “Brigata d’Arte Filodrammatica”, la compagnia itinerante diretta dal padre, Gugliemo.

Fecondo non solo nella vita, ma anche nell’arte, fu l’incontro, avvenuto nel 1948 quando recitavano insieme nella compagnia di Rosso di San Secondo a Roma, con la moglie Ida Carrara, sposata nel nel 1951. Da lì prenderà la mosse una straordinaria carriera, coronata di grandi successi non solo nel teatro, ma anche nel cinema e nella televisione.

Turi Ferro comprese prima degli altri l’importanza di radicare in un territorio ricco di retaggi e vivacità culturali come quello siciliano un teatro “stabile”, legato alla più grande tradizione letteraria, da rendere sulle scene con tutta la forza dello verosimiglianza e dell’intensità artistica. Un’idea fulgida grazie alla quale Ferro riuscì a rendere la sua creatura, Il Teatro Stabile di Catania famoso in tutto il mondo, facendone una vera scuola di arte e di vita, una fucina di artisti, con attori straordinari come Michele Abruzzo, Umberto Spadaro, Rosina Anselmi, Turi Scalia, Mariella Lo Giudice, Guia Ielo, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Gilberto Idonea, Miko Magistro, Salvo Saitta e moltissimi altri.

Memorabili sono rimaste le opere portate in scena dallo Stabile di Catania, dall’esordio con Malia di Luigi Capuana a La Lupa e Mastro-don Gesualdo di Verga, ai pirandelliani Il fu Mattia Pascal, Liolà, Uno nessuno e centomila, Questa sera si recita a soggetto, Come tu mi vuoi, Pesaci, Giacomino!, Così è (se vi pare), Sei personaggi in cerca d’autore.

Interprete di grande versatilità, Turi Ferro non si limitò alle opere degli scrittori siciliani né  a recitare soltanto in teatro, nel cinema si ricorda la sua partecipazione a numerosi film, come Tu ridi dei fratelli Taviani, tratto da una novella di Pirandello e Malizia di Salvatore Samperi.

Reciterà instancabilmente fino agli ultimi suoi anni. La sua ultima interpretazione, da ottantenne, ancora una volta assieme alla moglie Ida Carrara, fu La cattura, dalla omonima novella di Pirandello, messa in scena dallo Stabile di Catania (diventato Teatro Verga) nel gennaio del 2001, con l’adattamento di Andrea Camilleri.

Andrea Camilleri, in occasione di quell’ultima, magistrale interpretazione di Turi Ferro, volle dedicare al grande attore catanese parole che qui ci piace riportare:

Ho già dichiarato altrove il mio piccolo furto da Luigi Pirandello per il nome di “Montelusa”, nome antico del feudo di Girgenti. Ma da Pirandello e a Pirandello mi legano parecchie occasioni di incontro, oltre quelle reali, capitate nell’ormai lontana mia fanciullezza, quando vestito come un ammiraglio, me lo vidi spuntare alla porta della mia casa.
Questa volta l’occasione me l’hanno porta altri, in particolare il mio amico Turi Ferro, al quale mi legano esperienze passate in teatro e in televisione. Ora, il nostro incontro, avviene su due posizioni differenti, rispetto al passato: io autore, lui, al solito grande attore. È stata una gioia avere scritto per lui questa pièce pirandelliana. Ma è anche stata una nuova ennesima verifica sulla materia del mio conterraneo, che, quando ci si mette, sa rendere le cose difficili. Perché “La cattura”, novella della raccolta “La Giara”, di teatrale avrebbe offerto poco, se non avesse previsto la presenza, come dire, contemporanea del suo interprete principale. Voglio dire che questa “Cattura” è oltremodo pensata su Turi Ferro. Guarnotta sta a Turi Ferro, come forse Turi Ferro sta al teatro”.

Turi Ferro si è spento nella sua casa di Sant’Agata Li Battiati, alle porte di Catania, l’11 maggio del 2001. Dopo la sua morte la famiglia, per perpetuarne la memoria e continuarne l’opera, ha dato vita alla Fondazione Turi Ferro, dedicata al sostegno dei giovani artisti e ad attività di beneficenza.

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