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Ibm ha raddoppiato le performance dei suoi computer quantistici

Ibm raddoppia. Nel corso del Consumer Electronic Show di Las Vegas, ha affermato di aver raddoppiato (da 16 a 32) il “quantum volume”, cioè l’indicatore che meglio rappresenta le performance di un computer quantistico. Continua così, facendosi sempre più frequente, il rimpallo di annunci tra la società guidata da Ginni Rometty e Google, tra i capofila di questa tecnologia.

Cosa vuol dire il raddoppio del quantum volume

I computer quantistici hanno una propria unità di elaborazione: il qubit. Permette di superare la logica binaria del bit, l’unità dei dispositivi tradizionali. La quantità di qubit è quindi un indicatore importante per capire quanto sia potente un computer quantistico. Nel suo primo sistema, battezzato nel 2016, Ibm era partita da 5 qubit, saltando poi a 16, 20, fino agli attuali 53 qubit. Sono, in un certo senso, i cavalli nel motore. Non è detto, però, che l’auto più veloce a fare un giro di pista sia quella con più cavalli. Certo, aiutano. Ma c’entrano anche aerodinamica, equilibrio e frenata. Ecco: se il qubit è il motore, il quantum volume è il tempo sul giro di pista. E Ibm lo ha dimezzato.

Si tratta, quindi, di un passo avanti importante verso il cosiddetto “quantum advantage”, cioè il punto di sviluppo oltre il quale le applicazioni quantistiche sopravanzano i computer tradizionali e iniziano ad apportare vantaggi significativi e concreti. Il progresso, ha spiegato Ibm, “conferma che i sistemi quantistici sono maturati in una nuova fase, che guiderà piattaforme sperimentali sempre migliori, per consentire una ricerca rigorosa, che faccia da ponte verso il quantum advantage”.

La battaglia Google-Ibm

Insomma, si corre veloce. Anche se – come si nota dalle stesse dichiarazioni di Ibm, che parla di “ponte”, “ricerche” e “sperimentazioni” – le applicazioni concrete e affidabili non sono certo imminenti. Senza dimenticare che i computer quantistici non sono solo dei “supercomputer”, né dei dispositivi “da scrivania”. Per le applicazioni quotidiane, i pc continueranno a essere la soluzione migliore, a lungo e anche oltre. I computer quantistici sono un’altra cosa, perché “ragionano” in modo diverso. Potrebbero permettere di fare quello che i pc tradizionali non potrebbero mai, neppure dopo un forte potenziamento.

Solo per dare un’idea: se Ibm sta rafforzando il quantum advantage, lo scorso ottobre Google ha annunciato di aver raggiunto la “quantum supremacy”. In altre parole: il suo computer quantistico è riuscito a superare le prestazioni del più potente supercomputer al mondo (che è di Ibm). E non di poco: sono bastati 200 secondi per un’elaborazione che al collega avrebbe richiesto 10 mila anni. Ibm ha ridimensionato i tempi: con i giusti accorgimenti, al suo supercomputer sarebbero bastati due giorni e mezzo. Comunque molto di più.

I computer quantistici Ibm fuori dagli Usa

L’incremento del quantum volume e le applicazioni concrete passeranno dalla collaborazione tra sviluppatori, imprese e istituti di ricerca. Ibm lo sa bene. Ecco perché a Las Vegas ha annunciato anche altro. Saranno installati i primi due computer quantistici commerciali IBM Q System One al di fuori degli Stati Uniti: uno in collaborazione con la Fraunhofer-Gesellschaft, la più grande organizzazione europea di ricerca applicata, in Germania; l’altro con l’Università di Tokyo. Il gruppo ha ampliato il suo IBM Q Network, una comunità globale che include oltre cento organizzazioni attive in diversi settori (aziende Fortune 500, startup, università, laboratori), raccolta per esplorare le applicazioni pratiche del quantum computing.

Le ricerche su auto elettriche e aerei

Tra le collaborazioni strette più di recente, ci sono quelle con Delta e Daimler. Che c’azzeccano gli aerei e le macchine con i computer quantistici? Le ricerche di Delta Air Lines (il primo vettore a entrare nell’IBM Q network) si intrecceranno con quelle svolte alla NC State University, dove c’è a disposizione uno dei computer quantistici a 53 qubit. Esploreranno applicazioni per analisi del rischi, gestione dei prezzi dei biglietti, composizione di nuovi materiali, chimica e logistica. Daimler, il gruppo del marchio Mercedes, si sta invece concentrando sulla mobilità elettrica. Il computer quantistico potrebbe migliorare la costruzione di batterie per aumentarne di potenza, durata e costo.

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Fonte: innovazione agi

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