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Gli Stati Uniti hanno deciso di rilasciare le scorte di petrolio

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AGI – E’ sotto pressione il prezzo del WTI, il barile Usa di riferimento, sulle indiscrezioni secondo cui  Washington ha proposto ad altri Paesi consumatori di petrolio come Cina e Giappone di considerare un rilascio coordinato di riserve strategiche di petrolio, come soluzione per abbassare i prezzi.

L’offerta da parte dell’amministrazione statunitense di scioccare i mercati arriva nel momento in cui le pressioni inflazionistiche, in parte guidate dall’aumento dei prezzi dell’energia, iniziano a essere pesanti mentre il mondo si riprende dalla peggiore crisi sanitaria da un secolo a questa parte. Sui circuiti elettronici, il WTI cede lo 0,91% e passa di mano a 77,65 dollari al barile mentre il Brent perde lo 0,37% e va sotto la soglia degli 80 dollari, venendo scambiato a 79,98 dollari al barile.

Nel mese di ottobre i prezzi avevano raggiunto i massimi da sette anni: questo perché la domanda è cresciuta rapidamente mentre l’Opec + ha deciso di aumentare la produzione, ma lentamente. Per l’amministrazione Biden, ciò non è sufficiente a tenere sotto controllo i prezzi.

La posizione cinese

L’amministrazione cinese ha fatto sapere che inizierà a rilasciare le riserve di petrolio greggio: una mossa, questa, che punta a far abbassare i prezzi. Proprio poche ore prima, secondo indiscrezioni, gli Stati Uniti avevano suggerito un’azione “coordinata” in tal senso ai Paesi maggiori consumatori di petrolio, tra cui proprio la Cina. Pechino ha però  rifiutato di commentare la richiesta degli Stati Uniti.

Source: agi


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