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Gli schieramenti in campo per la legge di bilancio europea

Oltre mille miliardi di euro in sette anni per continuare a finanziare la Politica Agricola Comune e la Politica di Coesione per le regioni più povere, lanciando al contempo nuovi progetti ambiziosi come l’European Green Deal, la trasformazione Digitale dell’economia, la politica di Difesa europea.

È questa la posta in gioco del negoziato tra i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea che si aprirà domani nel Vertice straordinario dedicato al “quadro finanziario pluriennale” (il bilancio 2021-2027) dell’Ue.

La trattativa più difficile di sempre 

La trattativa viene descritta come “la piu’ difficile di sempre” a causa del cosiddetto “Brexit gap”: l’uscita del Regno Unito dall’Ue ha creato un “buco” di 10-12 miliardi l’anno (75 miliardi nei sette anni) che deve essere compensato con tagli e aumento dei contributi nazionali. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha proposto un bilancio 2021-2027 pari al 1,074% del Pil. Ogni Stato membro puo’ bloccare la trattativa grazie al diritto di veto: il Quadro finanziario pluriennale deve essere approvato dal Consiglio europeo all’unanimità. 

Gli schieramenti in campo

I “Quattro Frugali”: Olanda, Austria, Danimarca e Svezia. Vogliono un tetto al bilancio Ue pari al 1% del Pil e chiedono di ridurre le risorse per Agricoltura e Coesione e aumentare i finanziamenti per Green Deal, Ricerca e Difesa. Inoltre, esigono una forma di “rebate”: uno sconto rispetto al loro contributo nazionale perché aumenta in modo sproporzionato a causa della Brexit.

Gli “Amici della Coesione”: Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Malta, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria. Insistono preservare il livello attuale di fondi per l’Agricoltura e la Coesione e si oppongono a preservare il “rebate” per i paesi più ricchi. Gli “Amici della Coesione” al loro interno sono divisi in sotto-gruppi, ciascuno con proprie priorità.

La Germania. Ufficialmente vuole un tetto al bilancio Ue pari al 1% del Pil. Ma la cancelliera Angela Merkel è disponibile a andare oltre, a condizione di ridurre le spese per Agricoltura e Coesione e aumentare i finanziamenti per Green Deal, Ricerca e Difesa. La Germania inoltre insiste sulla condizionalita’ per il rispetto dello Stato di diritto. Ai paesi che non rispettano i valori fondamentali – come democrazia e stato di diritto – dovrebbero essere tagliati i fondi.

I Quattro di Visegrad: Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia. Contestano la condizionalità sullo Stato di diritto, che potrebbero privare Polonia e Ungheria di una parte dei fondi Ue.

I Tre Baltici: Estonia, Lettonia, Lituania. Chiedono garanzie sul finanziamento del progetto ferroviario Rail Baltic.

Il Parlamento Europeo. Chiede un bilancio Ue pari l’1,3% del Pil. Teoricamente ha potere di veto e minaccia di usarlo. Ma storicamente gli eurodeputati hanno sempre accettato il compromesso raggiunto al Consiglio europeo.

La Commissione Europea. Ursula von der Leyen ha detto che con un bilancio al 1% del Pil non potrà finanziare l’Agenda strategica e le priorità dei prossimi 5 anni. Tuttavia non ha potere decisionale sul bilancio 2021-2027. 

 

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Fonte: economia agi

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