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Gli incidenti stradali: una strage continua

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di Ettore Minniti

Gli incidenti stradali sono un problema di salute pubblica molto importante, ma ancora troppo trascurato. Per l’Oms sono la nona causa di morte nel mondo fra gli adulti, la prima fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni e la seconda per i ragazzi dai 10 ai 14 e dai 20 ai 24 anni. Si stima, inoltre, che senza adeguate contromisure, entro il 2030 rappresenteranno la terza causa globale di morte e disabilità.

Secondo i dati ISTAT, nel 2019 sono stati 172.183 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in lieve calo rispetto al 2018 (-0,2%), con 3.173 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 241.384 feriti (-0,6%).

Tra le vittime risultano in aumento i ciclisti (253; +15,5%) e i motociclisti (698; +1,6%); in diminuzione le altre categorie di utenti: pedoni (534; -12,7%), ciclomotoristi (88; -18,5%), occupanti di veicoli per il trasporto merci (137; -27,5%) e automobilisti (1.411; -0,8%). Il marcato aumento delle vittime tra i ciclisti, soprattutto su strade statali nell’abitato e fuori città, è associato anche a una crescita degli incidenti stradali che coinvolgono biciclette (+3,3%), a una sempre maggiore diffusione dell’uso del mezzo a due ruote per gli spostamenti, pari al 25% nel 2019, e all’aumento delle vendite di biciclette, nel 2019 il 7% in più rispetto al 2018.

Diminuiscono, nel 2019, le vittime su tutti gli ambiti stradali. Forte il calo registrato sulle autostrade (comprensive di tangenziali e raccordi autostradali), pari al 6,1% (310 vittime). Sulle strade urbane la diminuzione rispetto al 2018 è pari al 5,0% con 1.331 morti; una flessione più contenuta si registra, invece, sulle strade extraurbane (-4,4%; 1.532 vittime).

Ma quali sono le cause principali degli incidenti stradali?

Secondo alcuni studi vi sono fattori soggettivi: eccessiva stanchezza, mancanza di sonno, stile di vita non regolare, alterazione dei ritmi sonno-veglia.

Pochi sono gli incidenti attribuibili a fattori oggettivi: sicurezza veicolo, manutenzione stradale, segnaletica verticale e orizzontale, ecc.

I fattori soggettivi rivestono quindi un grande peso nel verificarsi di eventi come i sinistri stradali. Sarebbe opportuna una maggiore informazione, soprattutto tra i giovani e i neopatentati, sull’importanza delle condizioni psicologiche mentre si è alla guida. In particolare, nel traffico cittadino, sono proprio gli stati psicologici instabili le maggiori cause del non rispetto del codice della strada, dell’esplodere di fenomeni di irrazionalità alla guida e del verificarsi di incidenti mortali.

Tra questi fattori soggettivi si annovera l’eccessiva leggerezza, che diminuisce sensibilmente l’attenzione durante la guida, dell’uso del cellulare.

Senza contare, poi, l’influenza che hanno l’assunzione delle sostanze stupefacenti e alcool che, alterando lo stato di coscienza, aumentano in maniera esponenziale le probabilità del verificarsi di incidenti mortali sulle strade.

Sembra che le norme riguardanti la patente a punti recentemente hanno mutato, per certi aspetti, le abitudini alla guida. I guidatori sembrano avere avuto una maggiore attenzione e un parziale aumento de rispetto delle norme sulla sicurezza, ma questo non ci deve tranquillizzare atteso che la mortalità e i danni collaterali degli incidenti stradali come la disabilità rappresentano un fattore di non ritorno, per i costi altissimi non più sostenibili dalla nostra comunità.

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