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G7 approvato il tetto al petrolio russo

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I ministri delle finanze del G7 hanno approvato il piano che prevede di fissare un tetto al prezzo del petrolio che proviene dalla Russia

 

di Redazione.

Confermiamo la nostra comune intenzione politica di finalizzare e attuare un divieto globale di servizi che consentono il trasporto marittimo di petrolio russo e prodotti petroliferi a livello globale“, spiegano i ministri del G7 in un comunicato. “La fornitura di tali servizi sarà consentita solo se il petrolio sarà acquistato al prezzo fissato o al di sotto di tale prezzo (“price cap”) determinato da un’ampia coalizione di Paesi che aderiscono al tetto e lo attuano“.

Due dei funzionari citati dal Financial Times anticipano che la misura dovrebbe avere effetto dal 5 dicembre per il greggio e dal 5 febbraio per i prodotti raffinati.

Non vi è un tetto fissato. I limiti verranno applicati sulla base di input tecnici. “Il prezzo sarà comunicato pubblicamente in modo chiaro e trasparente“, concludono i ministri.

Adesso però vengono le difficoltà applicative. Per renderlo operativo toccherà all’Unione europea modificare il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, trovare la quadra però sarà difficile, perché il price cap ha il supporto della Commissione europea ma necessita dell’appoggio dei singoli Paesi membri. Inoltre, per essere davvero efficace, la misura dovrebbe avere il supporto di paesi terzi che comprano grandi quantità di petrolio dalla Russia.