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Fra cielo e terra, viva la mamma!

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di Loan

Dal Quotidiano dei Contribuenti un mondo di auguri a tutte le mamme.
Tanti versi, graziosi e leggeri o struggenti e profondi, sono stati dedicati alla mamma e tanti ne nascono nel giorno della sua festa dal cuore, dalle labbra, dalla penna di adulti e bambini.
Poiché questo 2021 è l’anno del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, dedichiamo alle mamme le terzine del XXXIII e ultimo Canto del Paradiso tanto amate dal giovane beato Giorgio Frassati, che le recitava come fossero una preghiera e che, effettivamente, sono entrate nella preghiera liturgica ufficiale della Chiesa. Versi dedicati alla Madre Celeste, ma che contengono una descrizione tanto intensa quanto umana del concetto di maternità. Intramontabile.

Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti si’, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si riaccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’eterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra mortali,
se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar senz’ali.
(Dante Alighieri, La divina commedia, Paradiso, Canto XXXIII)

Poi, con un accostamento molto ardito, dal culmine del Paradiso dantesco scendiamo sulla terra, con le semplici parole-paroline dedicate ai bambini (e alle mamme) dei nostri giorni terreni da Gianni Rodari, il celebre scrittore piemontese per l’infanzia che fu maestro, pedagogista, giornalista e poeta.

La mamma che lavora
Ho un po’ idea che ti piacerebbe tanto se la mamma restasse sempre a casa a fare la domestica a te e ai tuoi fratellini, a lucidare le vostre scarpine, a lavare i vostri fazzolettini, e tanti altri eccetera, ecceterini.
Non so che lavoro faccia la tua mamma, ma sarà certo un lavoro utile: utile a voi per i soldi che può guadagnare e utile a tutta la società. E voi dovreste ammirarla ancora di più, non soltanto perché è la vostra mamma, ma perché è una donna che lavora: una donna importante e brava.
Le scarpe le potete lucidare da soli, i fazzoletti li potete dare alla lavandaia, poi vi potete mettere alla finestra ad aspettare che la vostra mamma torni per domandarle: “Che cos’hai fatto oggi? Parlaci del tuo lavoro e insegnaci a diventare bravi come te”.
(da “Il libro dei perché” di Gianni Rodari)

Nella immagine: l’illustrazione della Commedia di Gustave Dore, che idealizza e divinizza la Madre, regina del Paradiso e la donna del mondo reale, che lavora e fa la mamma.


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