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Finocchiaro (pres. Confedercontribuenti): la vicenda del CIS di Nola dimostra quanta collusione vi sia stata fra magistratura, politica e banche. Ma noi insistiamo per ottenere giustizia.

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La vicenda del CIS di Nola, il centro commerciale all’ingrosso piu’ grande d’europa, insieme a Interporto e al centro commerciale Vulcano Buono, costituiscono esempi eclatanti di come un signore di nome Punzo, riuscì a realizzare e impadronirsi, a spese di decine di imprenditori, di un “affaire” miliardario. Erano gli anni ottanta, gli anni del boom. Tutto fu realizzato grazie al supporto del sistema bancario, che dapprima ha consentito di realizzare le opere, poi pagate dagli imprenditori, che si insediarono nel centro a costi altissimi, attraverso contratti capestro e leasing, erogati da una società, il cis stesso, che per un breve periodo divento anche società finanziaria. Il tutto grazie al silenzio di chi doveva vigilare sull’applicazione della legge, e dunque con una magistratura silente e accondiscendente. Magistratura che a distanza di anni, dalle denuncia che Confedercontribuenti ha fatto, anche in relazione all’usurarietà delle erogazioni finanziarie, e dunque al preciso reato di usura, non si è mai pronunciata. Anzi ha consentito di regalare  oltre 40.000 metri quadrati di capannoni, tolti a imprenditori presenti al CIS e fatti fallire, in moltissimi casi in maniera non giustificata. Per regalarli alle banche in nome di un piano di ristrutturazione del debito, assolutamente discutibile, di fronte alla certa decozione delle società Interporto, CIS e Vulcano Buono. E su cui solo Confedercontribuenti si è opposta, procedendo a denunciare anche penalmente i fatti e su cui la magistratura penale di Napoli e Nola non hanno mai fatto emergere alcuna verità. Ma la partita nessuno ritenga che si sia chiusa. Bisogna indagare anche sul modo di condurre le procedure da parte dei curatori fallimentari e dei giudici delegati, che hanno abdicato ai voleri del cis, riconsegnando i capannoni e senza richiedere la restituzione dei canoni di leasing pagati, con una ingiusta discriminazione nei confronti dei falliti e della massa dei creditori. Insomma la partita è aperta e noi di Confedercontribuenti, non staremo in silenzio. Anzi finito il pericolo pandemia, ripartiremo con forza e piu’ decisi di prima, perchè le truffe non restino impuniti e i magistrati penali e civili, fra Nola e Napoli, facciano chiarezza verità e giustizia su questa terribile vicenda, che fra magistratura, politica e banche ha visto, tutto il peggio che c’era da mostrare, nell’Italia delle collusioni.

 

 

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